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Peter Freestone: Questa fu l’ultima cosa che Freddie Mercury fece prima di morire

Il leggendario Leader dei Queen, Freddie Mercury, si spense serenamente nella sua villa di Kensington, Garden Lodge, il 24 novembre del 1991. Il cantante cedette ad una polmonite aggravata dalla precarietà critica dell’AIDS, di cui scoprì essere affetto nel 1987. Insieme ai suoi Queen, Freddie Mercury scrisse alcune tra le pagine più brillanti nella storia del Rock e, per questo, milioni di persone, ancora oggi, continuano ad ammirare la sua opera e quella della strabiliante band che ha rappresentato.

Lo spirito indomito ed il carisma incendiario con cui Freddie Mercury incantò milioni di persone, calcando i palchi di tutto il mondo, lo accompagnò fino agli ultimi giorni della sua vita. Mercury, infatti, perseguì i suoi obiettivi e il suo sogno, già di per sé, consolidato, finché il suo corpo riuscì a reggere. Il mitico frontman, comunque, trascorse i suoi ultimi giorni di vita circondato dai suoi affetti più cari. Nel corso degli anni, la maggior parte dei presenti all’epoca, hanno fornito interessanti testimonianze riguardo i pochi giorni che separarono Mercury dal suo inesorabile destino.

Peter Freestone, assistente personale e migliore amico di Freddie Mercury ha rilasciato alcune delle dichiarazioni più importanti per ricostruire gli ultimi giorni di vita del leggendario leader dei Queen. Tra comunicazioni pubbliche, interviste e post via social, Freestone rappresenta una miniera d’oro in quanto ad informazioni per gli irriducibili appassionati dei Queen.

L’ultima volontà di Freddie Mercury secondo Peter Freestone

Peter Freestone ha rivelato che Freddie Mercury stesse indebolendosi sempre di più, giorno dopo giorno. Il leader dei Queen perse l’appetito e la sete, danneggiando ulteriormente il suo fisico. Durante i suoi ultimi giorni, il cantante perse l’uso delle gambe, costringendolo a richiedere assistenza ogni qualvolta desiderasse spostarsi. Una delle fanpage più autorevoli sul Leader dei Queen, Freddie Mercury Online, ha condiviso un piccolo segreto custodito a lungo da Peter Freestone.

Il miglior amico del cantante dei Queen ha spiegato che desidererebbe spostare l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti della forza d’animo di Mercury più che delle sue condizioni di salute. In particolare, Peter Freestone ha detto: “Freddie era al piano di sotto a Garden Lodge. Era il 20 novembre. Si alzò per ammirare le sue opere d’arte un’ultima, simbolica, volta. Freddie venne assistito nella discesa dei gradini, poi cominciò a camminare sorretto da uno solo di noi verso la stanza giapponese”.

Peter Freestone ha continuato spiegando che Freddie Mercury avesse cominciato a raccontare, con un fil di voce, assumendo un atteggiamento solenne e pacato le storie di quando e come fosse entrato in possesso delle sue opere d’arte preferite. “L’atmosfera – ha detto l’assistente – era meravigliosamente tranquilla. L’aria che si respirò in quella casa durante quei giorni era limpida e calma. La cosa che, ancora oggi, continua a commuovermi, è che Freddie rimase la persona straordinaria che avevamo conosciuto fino alla fine dei suoi giorni.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)