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16 Agosto 1975: Quando Peter Gabriel lasciò i Genesis

Ho fatto un sognoCosì iniziava in questa data, ma nel 1975, la dichiarazione di Peter Gabriel apparsa sui giornali in cui il musicista dichiarava che avrebbe abbandonato i Genesis. Una notizia che sconvolse tutti, ma non la band che chiaramente già era stata informata. L’abbandono di Peter Gabriel fu come tutte le cose di questo genere uno shock per i fan, una vera batosta che sul Melody Maker Gabriel annunciò con il suo solito stile. Proprio come era solito con i testi, infatti, spiegava le sue motivazioni con tantissime metafore e giri di parole.

Le premesse della rottura

Peter Gabriel non ha, come sempre accade, lasciato repentinamente la band, ma è stato un percorso graduale. Con il tempo la sintonia si era in qualche modo persa e durante il lavoro del loro grandioso concept album, The Lamb Lies Down on Broadway, tratto dal racconto di Gabriel. Forse anche per questo durante la lavorazione del disco Gabriel si pose come predominante, gestendo di fatto tutta la produzione dei testi. In seguito, la situazione peggiorò quando il regista William Friedkin contattò Peter Gabriel per fargli scrivere una sceneggiatura. Gli altri membri dei Genesis temevano però che questo nuovo impegno avrebbe compromesso il rendimento di Gabriel con la band, così gli chiesero di scegliere. Inizialmente Gabriel scelse di accettare la proposta del regista, salvo cambiare idea quando si rese conto che il suo progetto non lo attirava. Anche se formalmente non lasciò definitivamente i Genesis, qualcosa si era rotto per sempre. La sintonia della band venne compromessa anche dal fatto che Peter Gabriel stava diventando intollerante a quel tipo di vita e voleva stare vicino alla moglie che stava affrontando la sua prima gravidanza. In tale frangente, Gabriel non si sentì aiutato né compreso dai suoi compagni. Tutti questi fattori portarono al suo abbandono, annunciato come detto nel 1975.

Le ragioni di Peter Gabriel

La dichiarazione che fece è lunghissima ed è impensabile riportarla tutta, ma la parte fondamentale è sicuramente questa:

Per qualsiasi band, trasferire il cuore dall’entusiasmo idealistico alla professionalità è un’operazione difficile. Credo che l’uso di immagini sonore e visive possa essere sviluppato per fare molto di più di quanto abbiamo fatto. Ma su larga scala ha bisogno di una direzione chiara e coerente, che il nostro sistema pseudo-democratico dei comitati non potrebbe fornire. Come artista, ho bisogno di assorbire un’ampia varietà di esperienze. È difficile rispondere all’intuizione e all’impulso all’interno della pianificazione a lungo termine di cui la band aveva bisogno. Ho sentito che avrei dovuto guardare / conoscere / sviluppare me stesso, i miei pezzi e pezzi creativi e riprendere un sacco di lavoro in corso al di fuori della musica. Anche i piaceri nascosti della coltivazione di ortaggi e della vita in comunità stanno iniziando a rivelare i loro segreti. […] L’aumento di denaro e potere, se fossi rimasto, mi avrebbe ancorato ai riflettori. Per me era importante dare spazio alla mia famiglia, che volevo tenere insieme, e liberare il papà che è in me. Anche se ho visto e imparato molto negli ultimi sette anni, ho scoperto di aver iniziato a considerare le cose come il famoso Gabriel, nonostante nascondessi la mia occupazione quando possibile, facendo l’autostop, ecc. Avevo cominciato a pensare in termini di affari.

Capiamo bene che la nascita della figlia Anna e nuove ambizioni si erano mosse nel cuore di Peter Gabriel, che più avanti poi spiegava di non voler gestire tutto alla luce del denaro e degli affari. Smentiva anche le teorie che sostenevano che volesse fare più soldi come solista, con grande chiarezza spiega le sue ragioni affermando di doverlo fare per le persone che con grande amore ed energia lo hanno sostenuto.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.