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PFM, la storia del concept album “Ulisse”

Quale è la storia del concept album “Ulisse“, uno dei dischi più belli della Premiata Forneria Marconi? Siamo nel 1997 e la band ritorna “a casa“, ovvero lo studio di registrazione, tornando a fare un disco dopo ben 10 anni di pausa dal precedente album di inediti. Il disco precedente era Miss Baker e a posteriori non aveva avuto un grandissimo grandissimo successo. La band aveva voglia di ritornare a fare una musica che ricordasse i migliori fasti della PFM unendo però l’esperienza avuta con Fabrizio De André. La Premiata Forneria Marconi aveva riarrangiato i pezzi di Faber e poi aveva iniziato un tour con lui veramente epocale. E dopo?

Una nuova idea per rinascere

E dopo il gruppo iniziò a mettersi giù a fare qualcosa di nuovo. La scelta andò nella creazione di un concept album. Ma allora quale è la storia del concept album “Ulisse“? Sicuramente la PFM si era fatta influenzare, positivamente ovviamente, dal concept album di Fabrizio De André “Non al denaro Non all’amore Né al cielo”. Ma il gruppo voleva anche fare qualcosa di nuovo e come farlo senza riportare a casa alcuni componenti storici come Flavio Premoli? Ebbene, la Premiata Forneria Marconi decise di ritornare alle atmosfere progressive rock senza però dimenticare un elemento più “pop”.

L’unione tra il tema di Ulisse, progressive e art pop

Ovviamente si trattava di un tipo di pop particolare, altrimenti detto “art pop” o “pop di classe“. Tutti i brani di questo disco seguono ovviamente il personaggio di Ulisse, il celebre protagonista dell’Odissea e comprimario dell’Iliade. Il tema del viaggio è chiaramente molto presente con una delicatezza e una qualità musicale davvero incredibile. La band aveva di fatto cambiato genere ritornando a casa, ovvero abbracciando il genere progressive che tanto aveva fatto sognare i fan del gruppo. Molti però non persero occasione di criticare iil gruppo di essere troppo “commerciale“, accusandoli di essere troppo filosanremo.

La metafora del viaggio

Tra l’altro il disco ha anche una guest star, ovvero l’attore Ricky Tognazzi nel pezzo “Ieri“. Ma a parte ciò il disco parla chiaramente di Ulisse, ma lo utilizza come metafora. L’album parla dell’attualità e usa il tema del viaggio come un momento per crescere dal punto ii vista personale. C’è anche spazio per l’amore e la relazione tra Ulisse e Penelope viene affrontata ancorandola alla realtà con la consueta classe della Premiata Forneria Marconi. E che cosa vuoi dire di più a questa band?

La forza del disco della PFM

Ovviamente il disco ha dalla sua il fatto che è davvero eclettico e tecnicamente arrangiato benissimo. Forse in alcuni momenti potrebbe sembrare un po’ disorganizzato, ma poco importa. Nei vari pezzi del gruppo cantano un po’ tutto e va segnalato in particolare il contributo di Flavio Premoli, come abbiamo dato prima. Insomma, non c’è solamente il batterista Franz di Cioccio alla voce, ma tutti hanno il loro peso. E questo è il grande elemento di pregio di questo disco e in generale della PFM, ovvero che tutti i membri hanno una grande importanza.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.