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Pink Floyd a Pompei: 5 curiosità sul concerto

Pink Floyd a Pompei, il film concerto della band britannica

Pink Floyd a Pompei è un film-concerto diretto da Adrian Maben; il film fu prodotto in Francia, Belgio e Germania e l’anno di uscita fu il 1972. Tuttavia, nella sua versione cinematografica uscì soltanto due anni dopo, nel 1974. Abbiamo raccolto cinque curiosità sul film concerto della band britannica. 

L’idea del film concerto non fu inedita

L’idea di base per il film fu concepita da Adrian Maben nel 1971; tuttavia, l’idea del film concerto che mettesse in primo piano la band britannica non era del tutto inedita. In effetti, il regista stesso aveva già precedentemente condannato il manager della band (Steve O’ Rourke) per organizzare un evento in cui fossero conciliati la musica dei Pink Floyd e l’arte contemporanea (attraverso opere di Magritte, De Chirico e altri esponenti). La band, in quell’occasione, declinò l’offerta.

I Pink Floyd non vollero eseguire nessun brano in playback

Nonostante la band avesse ottenuto una licenza per suonare tra le rovine della città campana per una settimana, furono soltanto quattro i giorni in cui il film-concerto potè essere registrato. In effetti, la band era stata categorica: non doveva essere presente nessuno e non volle eseguire nessun brano in playback. Ciò, ovviamente, rallentò le riprese. Nelle rovine fu montata tutta l’attrezzatura da concerto, escluse le luci.

La troupe, però, una volta sul posto scoprì di non avere abbastanza elettricità per alimentare il tutto. Ci fu bisogno di un’altra licenza, quindi, per trasportare l’energia elettrica direttamente dal Municipio locale.

Pink Floyd a Pompei: il materiale perduto

Grazie all’autobiografia di Nick Mason, e alle parole che il regista pronunciò anni dopo le registrazioni, si è scoperto che parte delle registrazioni dei Pink Floyd a Pompei sono andate perdute. Alcune bobine furono perse subito dopo le riprese. Ciò spiega perchè del brano One Of These Days esistono quasi solo registrazioni del batterista Nick Mason. 

Le registrazioni a Parigi

Il materiale che fu registrato in Campania, a causa del tempo scarso di registrazione e delle numerose perdite di riprese, non fu sufficiente per organizzare un film-concerto-documentario completo. Per questo motivo, le registrazioni a Parigi servirono a completare l’opera.

Al materiale campano furono integrate altre registrazioni fatte all’Europasonor, poi montate all’interno dell’abitazione del regista, che aveva già sforato il budget.

Pink Floyd a Pompei e l’errore della Rai

«Goethe l’ha raccontata nel suo Viaggio in Italia, Picasso ha tratto ispirazione per i suoi quadri, i Pink Floyd l’hanno voluta per la loro musica». E’ con queste parole che Alberto Angela ha presentato Stanotte a Pompei, il documentario sulla città campana che ha avuto anche grande successo commerciale.

La Rai però ha compiuto un errore: non sappiamo se voluto, o se semplicemente una leggerezza dovuta dalla bellezza della canzone, ma mentre Alberto Angela presentava il documentario parlando dei Pink Floyd, la canzone in sottofondo era Shine On You Crazy Diamond. Peccato che, però, la pubblicazione di Wish You Were Here ci sia stata tre anni dopo quel concerto…

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.