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Pink Floyd, il planetario di Glasgow ospiterà una mostra su “The Dark Side of the Moon”!

Il Planetarium del Science Center di Glasgow, come già accaduto in passato, mostrerà ancora una volta una proiezione completa dell’album più celebre del leggendario gruppo, The Dark Side of the Moon. In quello che promette essere una “stravaganza sonora e visiva”, l’intero album verrà riprodotto in audio Dolby 5.1 ad altissima qualità. La grafica sarà poi straordinaria e verrò proiettata sull’immensa cupola di 15 metri del Planetario stesso. Si preannuncia essere davvero un’esperienza splendida, dedicata a tutti gli appassionati dell’astronomia e della musica.

BIGLIETTI E PREZZI

L’esperienza è stata già annunciata e organizzata per l’inizio del 2020, dopo il grandissimo successo di pubblico e l’esagerata richiesta di biglietti e prenotazioni. Proprio riguardo i biglietti c’è un’amarissima verità: sono rimasti solo i biglietti per la terza di quelle date che avverrà il primo febbraio alle ore 20.30. Il costo non è neppure così esagerato dal momento che il pubblico dovrà spendere 15 sterline a testa. C’è comunque la possibilità di prenotare online dal sito (link qui) nel caso vorreste anticipare la visita per questa esperienza unica.

TOUR GUIDATO

Ci sarà un team di astronomi esperti che condurrà gli ospiti in un tour del cosmo, oltre The Dark Side of The Moon fino ai confini dell’universo conosciuto, usando il planetario digitale. Sarebbe veramente interessante e bello vedere Roger Waters o David Gilmour e Nick Mason partecipare a questa esperienza. O, chissà, magari tutti e 3 insieme riuniti… scherziamo, non accadrà certamente con questa mostra. Ma sicuramente qualche fan sta pensando a questa possibilità e spera, segretamente, di vedere i componenti riuniti in questa splendida nuova esperienza. O magari, ci sarà Brian May, da sempre interessato al mondo astronomico e con un dottorato “a tema”.

ALL’AVANGUARDIA

In realtà, va specificato il fatto che i Pink Floyd non hanno parlato realmente dello spazio o di qualche altro elemento astronomico, ma hanno agito prettamente per metafore. Il titolo è infatti una allusione alla follia e non alla luna o agli astri del cielo. La copertina, realizzata dallo studio Hypgnosis come tutte le altre copertine della band, è oltremodo iconica e non si rivolge al mondo delle stelle. Come dimenticare quel raggio di luce bianca che passa attraverso un prisma, quest’ultimo a rappresentare la società? Sicuramente tutti hanno visto almeno una volta la copertina del disco e sicuramente se ne saranno innamorati. Ovviamente, nemmeno noi siamo da meno.

BRIAN MAY E L’ASTRONOMIA
In realtà, un vero appassionato di fisica e di astronomia è il chitarrista dei Queen, Brian May. Si è infatti laureato ancora giovane (peraltro con lode) in Fisica, intraprendendo poi un dottorato. Il dottorato che ha poi preso all’età di 60 anni è davvero particolare: si tratta di Astronomia dell’infrarosso. Ovviamente, si era fermato perché aveva solamente un gruppo come i Queen in cui suonava la chitarra. Se siete curiosi di leggere la sua tesi, potete trovarla sul web con il titolo: Un’analisi delle velocità radiali della nube zodiacale. Non per nulla, gli venne dedicato anche un asteroide, il 52665 Brianmay.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.