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Pink Floyd, Nick Mason: “Ecco cosa penso di Jimi Hendrix”

I Pink Floyd sono una delle Rock Band più importanti di tutti i tempi. Nel corso degli anni, la band si è affermata come una delle principali protagoniste nella storia del Rock Classico. I membri della band provenivano dalle influenze più disparate e, grazie alla commistione delle loro ispirazioni, hanno dato vita a sonorità straordinariamente avanguardistiche. Nel corso di un’intervista radiofonica rilasciata da Nick Mason, batterista dei Pink Floyd, per The Sound, questi ha rivelato cosa pensa di artisti come Jimi Hendrix e chi siano state le sue massime fonti d’ispirazione artistiche.

In merito al leggendario eroe della sei corde, Mason ha detto: “La versione di Jimi Hendrix di All Along The Watchtower di Bob Dylan è una delle mie canzoni preferite. Quando l’ho visto dal vivo per la prima volta è stato straordinario. Sono un grande fan di Jimi Hendrix”. Successivamente, il batterista ha ricordato il motivo per il quale la leggenda della sei corde si trovasse li: “Arrivò sul palco come ospite dei Cream. Quello fu, di per sé, un momento iconico. Fu allora che ebbi la mia epifania. Volevo diventare un batterista Rock come Ginger Baker, piuttosto che un architetto. Inoltre, sono un grandissimo fan anche di Bob Dylan. Nel 1967, avemmo la fortuna di andare in tour con Hendrix”.

Nick Mason racconta dei Pink Floyd in tour con Jimi Hendrix

Andando avanti con il colloquio, Nick Mason ha parlato del Tour che i Pink Floyd hanno seguito insieme ai Nice e a Jimi Hendrix, nel 1967. In particolare, il batterista ha ricordato la sua conoscenza con Mtich Mitchell, batterista degli Experience, dicendo: “Fui scioccato dal fatto che qualcuno della caratura di Mitch Mitchell fosse interessato al mio modo di suonare. Avevo iniziato per divertimento da bambino, ma l‘idea di potermi guadagnare da vivere con la musica aveva un che di strabiliante.

La leggenda dei Pink Floyd affonda le radici nella metà degli anni ’60, quando i giovani Roger Waters, Richard Wright e Nick Mason studiavano architettura nello stesso politecnico. Fu allora che qualcuno entrò in studio e chiese se qualcuno suonasse poiché c’era bisogno di brani da mandare ad un editore. Ovviamente, i tre giovani alzarono immediatamente le mani. I tre impararono le canzoni da proporre, ma quando vennero scartati decisero di proseguire il loro percorso insieme. Il resto, fa parte delle pagine più importanti della storia della musica moderna. I Pink Floyd, del resto, hanno cambiato per sempre il volto dell’industria musicale; innescando una serie di rivoluzioni socioculturali dal flavour eclettico di cui, ancora oggi, risentiamo profondamente.

 

 

 

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