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Pink Floyd: Perché Alan Parsons smise di collaborare con la band?

I Pink Floyd sono una band fondamentale per la storia della musica contemporanea. Il loro apporto sulle scene è profondissimo visto l’ammontare di pietre miliari di cui la loro opera si compone. Lo slancio visionario dei Pink Floyd fece sì che l’industria musicale entrasse in un periodo d’oro; consacrato all’eternità come il migliore per il Rock. Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, i Pink Floyd andarono incontro a numerose vicissitudini; pur uscendone vincitori e mettendo la firma su alcuni classici senza tempo della musica moderna. Ancora oggi, la band di Roger Waters continua ad affascinare migliaia di giovani, spingendoli ad intraprendere un percorso in musica sulle orme dei propri beniamini.

I milioni di fan che i Pink Floyd raccolgono in tutto il mondo sono certi del fatto che nessun’altra band sarebbe stata capace di ricostruire completamente un genere istrionico come il Rock Progressivo al di fuori di loro. La profonda crescita artistica della band di Meddle li ha portati a modificare il loro sound fino a raggiungere uno status etereo. Va comunque detto che, senza Alan Parsons, due dei dischi importantissimi per tessere un mosaico dettagliato dell’opera dei Pink Floyd, forse non brillerebbero alla stessa maniera.

Parliamo di Atom Heart Mother e The Dark Side Of The Moon, due capolavori assoluti della band, in cui, il contributo di Parsons in qualità di ingegnere del suono è particolarmente tangibile. L’idillio tra l’artista e la band avrebbe potuto rinnovarsi anche per quello che, poi sarebbe diventato Wish You Were Here, ma Alan Parsons decise di porvi fine. In quest’articolo, scopriremo perché Alan Parsons decise di smettere di collaborare coi Pink Floyd.

Perché Alan Parsons e i Pink Floyd giunsero al capolinea?

Il motivo per il quale Alan Parsons scelse di non collaborare con i Pink Floyd per Wish You Were Here, è stato rivelato dallo stesso ingegnere del suono nel corso di un’intervista rilasciata durante un festival virtuale organizzato dal rivenditore di strumenti musicali americano, Sweetwater. In particolare, Parsons disse: “Per me è stato difficile. Rifiutai un’offerta molto generosa da parte loro. Avevo avuto un singolo in Top 10 nel Regno Unito come produttore. Gli risposi che fossi stanco di lavorare come ingegnere del suono e che avrei voluto portare avanti i miei progetti in qualità di produttore”.

I due singoli prodotti da Parsons e finiti al numero 1 nelle charts inglese furono January dei Pilot e Make Me Smile (Come Up And See Me) dei Cockney Rebel; rispettivamente il 18 gennaio e l’8 febbraio del 1975. Al riguardo, il produttore e artista ha spiegato: “Riscossi un successo incredibile nel Regno Unito. Quei due singoli mi spinsero a fare la scelta giusta per la mia carriera. Mi offrirono un lavoro a tempo pieno, dal studio e dal vivo e, ancora oggi, credo di aver preso la decisione corretta”.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)