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Pink Floyd, Roger Waters sulla reunion del 2005: “E’ stato come…”

La reunion del 2005, che ha visto protagonisti i Pink Floyd in occasione della manifestazione benefica musicale del Live 8, ha rappresentato un momento incredibilmente positivo per i fan della band britannica, oltre che per la storia della musica in generale. Eppure, se consideriamo tutto il processo che ha portato alla creazione di presupposti simili, ci rendiamo conto di come tutto sia stato estremamente casuale, e di come Bob Geldof, già responsabile della creazione del celebre Live Aid, abbia regalato ai fan dei Pink Floyd un’occasione unica e che ancora oggi si ricorda come fondamentale. Vogliamo ricordarvi della reunion dei Pink Floyd attraverso le parole di Roger Waters.

La casualità della reunion dei Pink Floyd

Prima di considerare nello specifico tutte le dichiarazioni che sono state rilasciate non soltanto da Roger Waters, ma anche da Nick Mason, è fondamentale sottolineare come la riunione dei Pink Floyd, avvenuta nel 2005, sia stata estremamente casuale, e dettata da una collisione di eventi che si sono sviluppati tutti nel verso giusto. La band, forte di tutti quei problemi personali che avevano caratterizzato l’abbandono di Roger Waters, non realizzava pubblicazioni da tempo, e non era intenzionata a riunirsi per qualsiasi progetto artistico.

Tuttavia, tra i membri della formazione iniziò a trapelare la possibilità di un progetto in cui la band si sarebbe riunita, soprattutto se in occasione di un evento all’interno del quale questa riunione poteva essere particolarmente edificante. Le dichiarazioni di Nick Mason prima, Roger Waters poi, fecero nascere l’idea in Bob Geldof di rivedere i Pink Floyd riuniti sul palco, ancora una volta per un evento benefico che già aveva visto, nel 1985, la realizzazione di uno spettacolo di grandissimo valore che aveva accolto artisti riuniti e non solo. Così, Bob Geldof propose a David Gilmour e Roger Waters una possibile riunione dei Pink Floyd, con il secondo che accettò instantaneamente mentre il primo decise di pensarci su.

Le dichiarazioni di Nick Mason e Roger Waters

A proposito della possibilità di riunione dei Pink Floyd, Roger Waters dichiarò che sarebbe stata l’equivalente di andare a letto con la propria ex moglie, accettando immediatamente la proposta di Bob Geldof e decidendo di assumersi la responsabilità di proporlo direttamente a Davis Gilmour, che aveva titubato inizialmente. Per questo motivo, come raccontato da Nick Mason, il leader della formazione che aveva abbandonato la band dopo la pubblicazione di The Wall, decise di chiamare personalmente David Gilmour, chiedendogli i collaborare.

Queste sono state le dichiarazioni di Nick Mason a proposito: “[Roger] si offrì di compiere il gesto risolutore e chiamare David. ‘Ciao’, gli disse quando lo trovò al telefono, “penso che dovremmo farla, questa cosa”. David era ancora incerto, preoccupato che la sua voce e le sue parti di chitarra fossero troppo arrugginite, un timore al quale Roger fu pronto a controbattere. David chiese un po’ di tempo per riflettere sulla questione. Ventiquattr’ore dopo, aveva riflettuto ed aveva deciso per il sì”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.