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Pink Floyd, Snowy White: “ecco cosa significa lavorare con Roger Waters”

Quanto è difficile suonare con una vera rock star come Roger Waters? Il suo carattere prorompente e complicato non è un segreto, considerata anche la sua capacità, per alcuni anni, di diventare leader assoluto di una band straordinaria come i Pink Floyd. Ecco cosa racconta a riguardo il suo storico collaboratore Snowy White, che ha suonato insieme a lui nel gruppo e poi nella sua seconda carriera da solista.

Il carattere perfezionista di Roger Waters

Snowy White è riuscito a costruirsi un’immagine di primo piano nella storia del rock grazie alla partecipazione alla produzione dal vivo di The Wall. Dopo aver collaborato con i vari musicisti dei Pink Floyd, il cantante e chitarrista inglese ha continuato a lavorare insieme al bassista Roger Waters. Tuttavia, un sodalizio del genere ha nascosto numerose insidie, anche più di quanto si possano immaginare. Vediamo cosa ha detto White in occasione di un’intervista rilasciata ad Eon Music, in occasione dell’uscita del suo disco Something On Me.

“Quando ti trovi sul palco – esordisce White su Waters – non ti rendi conto fin da subito di tutto ciò che succede. Quando mi trovavo io sul palco, il mio unico obiettivo era quello di non commettere alcun errore. Roger odia qualsiasi errore. È un brontolone? Non posso parlare, ho le labbra cucite”. Si può benissimo intendere quanto il buon Roger sia sempre stato un autentico perfezionista. Vuole che tutto vada bene in ogni su concerto e che i suoi collaboratori non commettano alcuno sbaglio, chiedendogli sempre il massimo.

La meraviglia degli spettacoli di The Wall

Quindi, l’attenzione di Snowy White si è spostata verso gli spettacoli dei concerti di The Wall“Ho partecipato a tutti gli show di The Wall, credo che abbiamo finito a Parigi nel 2013. Ci ho lavorato fin dal 1980. Se in quegli anni qualcuno mi avesse detto che avrei ancora suonato questi brani nel 2013, io avrei risposto che non sarebbe stato così. Volevo avere successo per conto mio ed essere ricco e famoso, senza suonare la musica di qualcun altro! Va benissimo così, sono stati concerti bellissimi!”.

White ha avuto, quindi, il privilegio di assistere a performance straordinarie dei Pink Floyd salendo sul loro stesso palco. Ecco cosa ha ricordato a riguardo: “È diverso rispetto a stare nel pubblico, ma sono rimasto nell’arena a guardare lo spettacolo durante le prove. Era una performance davvero bella, assolutamente geniale”. La tournée di The Wall è stata, quindi, molto diversa rispetto alla maggior parte dei concerti. Non si è limitata all’aspetto musicale, ma è diventata un insieme di show di primissima categoria.

L’interpretazione di David Gilmour negli spettacoli di The Wall

“Quello di The Wall è l’unico concerto per il quale ho invitato i miei amici a vedermi. È stato semplicemente stupendo!”, aggiunge Snowy. Quest’ultimo ha assunto anche le sembianze di David Gilmour in occasione del breve preambolo creato prima di ogni spettacolo. “È stato molto interessante! Roger Waters aveva molte idee da sviluppare. Quando finimmo il tour di Animals nel 1977, io ero seduto accanto a Roger sull’aereo. Lui mi manifestò l’idea di costruire un muro tra la band e il pubblico durante ogni esibizione. Lo ritenevo un po’ strano”. L’idea di Roger divenne realtà e lo spettacolo di The Wall è stato in grado di segnare la storia della musica rock.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)