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Pink Floyd, storia della sorprendente copertina di Animals

Oggi parliamo della copertina di Animals, uno degli album storici della lunga carriera dei Pink Floyd. All’interno di questa cover, è possibile notare un’evidente ispirazione ad un’opera letteraria, oltre ad un significato sociale e politico davvero tutto da tenere in considerazione. D’altronde, il genio creativo della band britannica e la sua capacità di saper leggere l’evoluzione dei tempi si denotano anche in piccoli particolari che possono segnare una profonda differenza.

Una copertina fortemente iconica

Animals nasce come un lavoro discografico piuttosto lontano rispetto ai fasti psicologici di The Dark Side Of The Moon o ai risvolti fortemente sentimentali di Wish You Were Here. L’album non nasconde una forte impronta sociale, con il tema ispirato a La fattoria degli animali di George Orwell. Non a caso, nella copertina è presente un maialino, ben visibile anche nella copertina del best seller letterario. Tuttavia, in questa circostanza, i Pink Floyd non vogliono concentrarsi sull’epoca di Stalin, ma piuttosto sulla diffusione cospicua del capitalismo.



Fin da subito, si nota quanto il disco sia abbastanza freddo e aspro. Nella copertina, appare un edificio industriale, la Battersea Power Station, situata nei pressi dell’abitazione del frontman Roger Waters. La band ha anche intenzione di reagire alle insinuazioni della cultura punk, che la accusava di essere esponente del cosiddetto dinosaur rock, usato in termini dispregiativi. Tali affermazioni sono state confermate anche dal batterista Nick Mason.

I retroscena sulla copertina di Animals

Agli inizi, i Pink Floyd non sapevano quale copertina associare ad Animals. Il lavoro fu affidato allo studio Hipgnosis, con la prima proposta che corrispondeva ad una stanza da letto buia e sbirciata da un bambino che voleva scoprire i genitori durante un atto sessuale senza freni. Tuttavia, fu Roger Waters in persona a dare forma ad un progetto ben più ambizioso. Il cantante e compositore della band rimase affascinato proprio dalla Battersea Power Station e la fece inserire nella cover. Per sottolineare gli aspetti angoscianti e distopici del disco, il complesso aggiunse un maiale volante. In realtà, si trattava di un pallone di grandi dimensioni dalla lunghezza di 12 metri, pieno di elio e progettato da un’industria tedesca.



La strana storia del maiale volante

È proprio dietro questo maiale volante che si cela una delle storie più interessanti di Animals. Questo pallone aerostatico fu lasciato volare via il 2 dicembre del 1976. Un cecchino avrebbe dovuto centrarlo in pieno non appena sarebbero terminate le riprese. Il giorno dopo, i Pink Floyd rifecero le riprese ma non ingaggiarono alcun cecchino. Di conseguenza, il maiale volante scappò verso Heathrow e fece sospendere numerosi voli, sparendo. Dopo diverse ore, fu ritrovato nel Kent da un allevatore di mucche che era sotto minaccia da parte del suo stesso bestiame.

Una volta recuperato il maiale volante, quest’ultimo tornò a sorvolare la Battersea per la conclusione definitiva delle riprese. Tuttavia, la band scelse di affidarsi a moderne tecniche di fotomontaggio per sovrapporre il porco alla centrale e dare così vita alla copertina di Animals. In seguito, la Battersea Power Station apparirà in altri album dei Beatles, degli Who, dei Muse e di Morrissey, diventando un autentico simbolo.



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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)