Pink Floyd The Wall: il film sul concept album dei Pink Floyd

Pink Floyd The Wall: il film sul concept album dei Pink Floyd

Pink Floyd The Wall: l’esordio a New York

Il 6 agosto del 1982 veniva presentato, per la prima volta negli Stati Uniti, Pink Floyd The Wall. Il film, opera di Alan Parker in collaborazione con Roger Waters, fu una vera e propria trasposizione cinematografica del concept album dei Pink Floyd, tra i capolavori della band britannica. Prima di New York, il film era stato presentato a Cannes; poi era stata la volta del Leicester Square (con la presenza di tutti i membri della band, tranne Richard Wright che aveva già abbandonato la formazione). Si tratta di un film che aveva la potenzialità per diventare un vero e proprio capolavoro cinematografico ma che, per diversi elementi, non lo è stato.

Un film autobiografico?

Il film tratta, in larga parte, quella che è la tematica presente anche all’interno del concept album della band, ma può considerarsi un’autobiografia di Roger Waters. Per diversi elementi; innanzitutto il concept del film, che deriva direttamente da quelle che furono le sensazioni del bassista dei Pink Floyd:  “Le star dei film e del rock ‘n’ roll rappresentano in tal senso la vita che tutti noi facciamo. Questi si trovano davvero al centro della loro vita. Ed è questo il motivo per cui le masse spendono anche molti soldi per andare a vederli ad un concerto anche se si trovano a notevole distanza dal palcoscenico, talvolta scomodi, dove anche il suono si sente male.”

Questo disorientamento e senso di alienazione da parte di Roger Waters furono i cardini su cui si basò il film. La prima parte del film, inoltre, è fortemente autobiografica. Il padre di Waters, infatti, che era maestro di una scuola elementare morì durante la seconda guerra mondiale, quando lui aveva soltanto cinque mesi.

La colonna sonora di Pink Floyd The Wall

La colonna sonora di Pink Floyd The Wall è, naturalmente, costituita dalle canzoni dell’omonimo album della band; anzi, si può dire che sia fortemente guidato da quelle canzoni stesse. Tuttavia, ci furono numerosi cambiamenti nell’ambito di registrazioni, mixaggio, variazioni di lunghezza o molto altro. Le uniche canzoni dell’album che non sono presenti nel film sono “Hey You” e “The Show Must Go On”. Per quanto riguarda la prima, Waters e Parker ritennero che la canzone fosse troppo ripetitiva per il film.

Nel film sono, inoltre, presenti tantissime parti vocali cantate da Bob Geldof. Si tratta di “5:11 AM (The Moment of Clarity)”, tratta dal primo concept album di Roger Waters; e ancora Stop, In The Flesh e In The Flesh?

Le parole di Alan Parker

Di sicuro Alan Parker, registra e produttore cinematografico, era fiero di aver realizzato un tale prodotto nel 1982. In particolar modo, la presentazione del film avvenuta – nello stesso anno – al Festival di Cannes l’aveva entusiasmato ancor più. Specie perchè il film fu presentato “fuori gara”.

Queste furono le parole di Alan Parker: «La premiére a Cannes fu incredibile! Scaricarono due camion di equipaggiamento audio dagli studi di registrazione così che potesse apparire ancora meglio di quanto fosse. Fu uno degli ultimi film ad essere presentati al vecchio Palais ed il suono era tale che la vernice si scrostava dalle pareti. Era come neve che iniziò a piovere dall’alto ed alla fine tutti sembravano avere della forfora sulle spalle. Ricordo che vidi Terry Semel, che all’epoca era a capo della Warner Bros. seduto di fianco a Steven Spielberg. Ci separavano solo cinque file e sono sicuro di aver visto Steven Spielberg fare delle smorfie a Semel quando si accesero le luci, dicendogli “che cazzo è questo?”, mentre Semel si girò verso di me e si inchinò rispettosamente.

“Che cazzo è questo?” era invece l’espressione più adatta. Era qualcosa che nessuno aveva mai visto prima, una fusione di live-action, film e mondo surreale. »

Perchè il film The Wall è stato un flop?

Nonostante le grandi potenzialità del film, il prodotto cinematografico non ebbe il successo sperato. Perchè il film The Wall è stato un flop? Essenzialmente la sua tendenza a perdersi nel surrealismo fu la sua rovina; il film contiene pochi dialoghi ed è letteralmente guidato dalle canzoni dei Pink Floyd, moltissime sono le scene di violenza e tantissime le situazioni sessuali. Insomma, c’è un’esagerazione di troppi caratteri che fanno sì che il film non rispetti in tutto e per tutto la natura dell’album. Addirittura fu vietato ai minori di 15 anni e la stessa band non apprezzò il prodotto finale.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.