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Pino Daniele, la storia di Terra mia, l’album d’esordio del bluesman napoletano

Ogni grande artista ha avuto un disco d’esordio grazie al quale è riuscito a consacrarsi. Terra mia è stato il primo disco di uno dei cantautori italiani più apprezzati in senso assoluto, Pino Daniele. L’album risale al 1977 ed è l’opera prima dell’artista partenopeo, capace di farsi amare a livello mondiale grazie ad un sound accattivante e a straordinarie doti da chitarrista.

Scopriamo insieme, nei paragrafi seguenti, la storia di un album entrato nella leggenda a livello nazionale, con il significato dei brani principali. In questo modo, daremo un’occhiata ad un mix di assoluto rilievo tra blues e canzone napoletana, che ha proiettato il buon Pino verso l’Olimpo.

Le origini musicali di Pino Daniele

Pino Daniele nacque nel quartiere napoletano di Porto e si appassionò alla musica fin da giovanissimo, con la sua prima esibizione all’età di 12 anni in una festa di bambini. Dopo una stecca, si rese conto di quanto fosse difficile stare su un palco. Insieme ad un compagno di classe fondò un primo complesso musicale, New Jet, prima di realizzare il progetto Batracomiomachia insieme ad artisti del calibro di Rino ZurzoloEnzo CiervoRosario Jermano ed Enzo Avitabile.

Nel 1975, iniziò a lavorare in qualità di sessionman e collaborò con Mario Musella, per poi esordire da chitarrista in un album di Jenny Sorrenti e accompagnare Bobby Solo in un tour. Quindi, la prima consacrazione arrivò con la collaborazione insieme ai Napoli Centrale, in qualità di bassista. Fu il vero trampolino di lancio per Daniele, che nel 1976 realizzò il suo primo 45 giri con i brani Che caloreFortunato, che faranno parte anche dell’album Terra mia.

Come nacque Terra mia

Fu da una gestazione così lunga ed elaborata che Pino Daniele trasse ispirazione per realizzare Terra mia. Rilasciato nel 1977, il disco recuperò le due canzoni già citate e mise in evidenza una cifra artistica davvero originale, piuttosto rara nel panorama musicale di quei tempi. La passione per Napoli era palese, con testi che traevano spunto dalla tradizione popolare e si basavano su usanze tipiche della città campana. Il disco si avvalse della produzione di Claudio Poggi e dell’edizione da parte dell’etichetta discografica EMI. C’è da dire che, all’epoca della sua uscita, Terra mia non ottenne riscontri di rilievo, con sole 6000 copie vendute nel corso del primo anno. Col passare degli anni, la situazione sarebbe notevolmente cambiata.

Le canzoni più note dell’album di Pino Daniele

Quali sono le canzoni di Terra mia più famose in senso assoluto? Non si può non partire da un capolavoro come Napule è, composto all’età di soli 18 anni e diventato un autentico inno a livello cittadino, oltre che un manifesto della carriera di Pino. Na tazzulella ‘e cafè nasconde, dietro il suo apparente intento goliardico, una denuncia contro i mali della sua città ed è stata una delle prime canzoni lanciate in radio con l’aiuto di Renzo ArboreMaronna mia mescola blues e melodia con tanta sapienza, mentre la title-track è una dichiarazione d’amore nei confronti del luogo in cui Pino è nato e cresciuto. Da LibertàSuonno d’ajere, da Saglie, saglieCammina cammina, i brani da riscoprire non mancano assolutamente.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)