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Pino Daniele: Le cinque canzoni più sottovalutate dell’artista

Gli artisti di maggior spicco nel panorama musicale italiano risentono profondamente dell’apporto di Pino Daniele. La sua opera è delle più brillanti ed ha permesso al mondo della musica nostrana di spiccare e distinguersi a livello internazionale. Lo stile di Pino Daniele è stato dei più innovativi e il suo lascito rimarrà eternamente impresso nel cuore e nella mente di milioni di persone; italiani e non. Il leggendario artista napoletano ha stravolto il panorama musicale del Bel Paese attraverso una commistione di generi eclettica ed esplosiva, il cui frutto, venne, ben presto, rinominato Taramblù. Un tripudiante misto tra Blues e Folklore napoletano; meravigliosamente tendente alle atmosfere impegnate di generi come il Jazz.

Durante gli anni, Pino Daniele si è affermato come una vera e propria istituzione internazionale; arrivando a destare l’attenzione di mostri sacri del Blues come Eric Clapton; con cui condivideva un’amicizia straordinariamente genuina. La morte di Pino Daniele ha creato un vuoto incolmabile in migliaia di appassionati; ciò nonostante, la sua opera continua a spiccare per lustro ed avanguardia. L’artista ha scritto, attraverso i suoi brani, alcune delle pagine più prestigiose nella storia della musica contemporanea; eppure, alcune canzoni di Pino Daniele sono delle gemme rare spesso sottovalutate a causa dei grandi successi che hanno reso eterna la sua opera.  In quest’articolo, abbiamo raccolto alcune delle canzoni più belle e sottovalutate di Pino Daniele.

5) Saglie Saglie – Terra Mia (1977)

Aveva solo 21 anni Pino Daniele quando pubblicò un capolavoro della cultura musicale moderna. Terra Mia rappresenta la quintessenza di una Napoli anticonvenzionale raccontata in modo diverso, nel modo non folkloristico con cui Daniele diede voce ai problemi che, da sempre, attanagliano una città meravigliosa e ricca di storia. Saglie Saglie si apre tessendo atmosfere malinconiche, di rimpianto; ben presto disilluse da una chiusura Funky. Fu proprio Daniele a dare una sua interpretazione della canzone, nel corso di un’intervista rilasciata a Radio Eurosound proprio nell’anno di uscita del disco. La canzone racconta di un giovane venditore di verdure e della sua vita particolarmente caotica, che cerca di sbarcare il lunario con grande fatica.

4) Maronna Mia – Terra Mia (1977)

Ciò che, più di tutto, dimostra quanto Terra Mia sia fondamentale per il mondo della musica moderna è di quante gemme rare si componga. Maronna Mia è un brano meraviglioso e, sicuramente una delle canzoni più sottovalutate di Pino Daniele. Il brano racconta di un uomo vittima di una rapina e dell’indifferenza della società che lo circonda. La canzone sembra diretta nel messaggio che intende comunicare, ma in realtà, racchiude una vena poetica ed una caratura lirica unica nel suo genere; perfetta per raccontare dei drammi di una città ferita, ma pur sempre fantastica.

3) Viento – Pino Daniele (1979)

Un lento solenne e madido d’emozione. Viento è una canzone immensa nonostante si componga esclusivamente della voce graffiata e unica di Daniele e della sua chitarra, classica in questo caso. Il testo di Viento è breve, ricco di figure retoriche. Il vento, simbolo di libertà e leggiadria porta con sé le emozioni e i dispiaceri delle persone; passa attraverso le ferite dell’anima, allontanando la rabbia e innalzando le grida di chi intende rinnegare le catene delle proprie inibizioni.

2) Cammina Cammina – Terra Mia (1977)

Cammina Cammina è un brano struggente. Oltre modo splendida, una delle canzoni ingiustamente sottovalutate di Pino Daniele. Il brano si leva con eleganza, in punta di piedi; divenendo ben presto un tripudio d’empatia. La storia di Cammina Cammina è quella di un uomo anziano, stanco dell’indifferenza che contraddistingue gli ultimi anni della sua vita; da tempo dediti solo al rimpianto, alla nostalgia dei tempi andati e di un amore perduto. Cammina Cammina è un brano meraviglioso, evocativo come pochi e dei più commoventi nella storia della musica italiana.

1) Rhum And Coca – Il Mio Nome è Pino Daniele e Vivo Qui (2007)

Rhum And Coca si distingue dai brani elencati finora per un climax diametralmente opposto. Nel 2007, Pino Daniele esplora e supera i confini del genere con cui ha scolpito il suo nome nella leggenda. Rhum And Coca è un brano che strizza l’occhio alle atmosfere tristemente gioviali della Samba; una canzone che narra di un amore perduto, il cui testo, si posa elegantemente su un tappeto melodico ricco di influenze etniche, che rappresentano la prova regina dell’eclettismo di Pino Daniele, la cui chitarra si lancia in un crescendo stilistico di tecnica ed emozioni, senza lasciare nulla al caso.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)