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Pono: La storia del formato digitale inventato da Neil Young

Neil Young è uno dei cantautori più ammirati nella storia della musica contemporanea. Il suo apporto sulle scene è profondissimo, avendo messo la firma su alcune tra le pietre miliari più evocative della cultura musicale dell’ultimo mezzo secolo. Nel corso degli anni, Young si è rivelato un autore e musicista brillante, capace di ammaliare milioni di persone con la sua musica, a prescindere dalla loro età. Ciò che non tutti conoscono, però, è lo slancio imprenditoriale, intrapreso dall’artista già nel 2012. Si, perché all’epoca, Neil Young decise di sviluppare un nuovo formato digitale, chiamato Pono, il cui epilogo, purtroppo, non fu dei migliori.

Era il settembre di quell’anno quando l’artista apparve al Late Show di David Letterman, mostrando a sorpresa un prototipo del PonoPlayer, il Device fisico che avrebbe supportato i file in formato Pono. In quella stessa occasione, Young si dilungò sui piani che aveva per la neonata startup. Gli annunci iniziali, comunque, avrebbero visto Meridian Audio come principale partner di sviluppo. Le cose, però, cambiarono nel 2014, quando a Meridian, subentrò Ayre Acoustics. Pono fu il frutto di una campagna di raccolta fondi di grande successo che raccolse oltre 6 milioni di Dollari attraverso Kickstarter. PonoMusic aprì i preordini per l’articolo all’inizio del 2015, con un tempo di attesa di circa un mese per ogni utente.

La storia di Pono, il formato digitale inventato da Neil Young

Neil Young ideò Pono spinto dal progresso della qualità che aveva raggiunto la musica e che, sicuramente, non veniva rispettata dalle piattaforme di streaming dell’epoca. L’artista, infatti, pensò che il formato avrebbe ospitato file dalla qualità audio particolarmente elevata. Ai suoi esordi, comunque, Pono e PonoPlayer vennero considerate una raccomandazione dagli esperti d’elettronica. Leo Laporte tessé le lodi del dispositivo evidenziandone la qualità audio, pur non potendo fare a meno di notare quanto le fasi di sincronizzazione e download potessero essere lente rispetto alla concorrenza, visto il peso notevole dei file.

Sorsero opinioni contrastanti riguardo la piattaforma ed il device che la supportava. Mentre Stereophile la premiò come componente digitale dell’anno, molti appassionati ed addetti ai lavori mossero ripetute critiche riguardo il design, i componenti e, soprattutto, le performance del PonoPlayer che, secondo loro, lasciavano molto a desiderare rispetto agli standard dell’industria dell’epoca, già inondata da smartphone dalle caratteristiche strabilianti. Nell’aprile del 2017, Neil Young in persona annunciò la fine di Pono e del suo player, rivolgendo pesanti accuse nei confronti delle case discografiche e dei prezzi proibitivi con cui vendevano i formati ad alta risoluzione. Comunque sia, PonoMusic navigava in cattive acque già dall’anno precedente e, questo, costò forti critiche all’artista che l’aveva ideato. Ciò nonostante, il senno di poi ha rivalidato le sue tesi, visti gli investimenti di Amazon Music nella fruizione di contenuti musicali di elevata qualità audio.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)