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Qual è stato il primo vinile della storia della musica?

I veri e grandi appassionati di musica conoscono perfettamente la differenza tra un vinile e qualsiasi altro strumento usato per riprodurre musica. L’avvento di internet, del digitale e di tutta quella serie di piattaforme in streaming come Spotify, Youtube ed Apple Music -volte al cosiddetto ‘all can you ear‘- hanno portato inesorabilmente ad un tragico declino del vinile. Per molti però, soprattutto i più nostalgici e classici, il suono offerto dal vinile è ancora oggi un qualcosa di inarrivabile (e come dargli torto!). In questo articolo vogliamo soffermarci proprio su questo aspetto, analizzando insieme la storia del primo vinile della storia della musica.

Qual è stato il primo vinile della storia della musica?

Attraverso il vinile, come dicevamo, si ha la possibilità di ascoltare un suono pulito, limpido. E, proprio per questo, gli appassionati di musica preferiscono questo formato ai più comuni album e, naturalmente, a tutti quei servizi in streaming che troviamo oggi. Oggi vogliamo fare un tuffo nel passato e tornare all’epoca del primo vero vinile della storia. Per far ciò è necessario però fare un passo indietro e tornare al 1948.

Il primo vinile della storia fu introdotto in America nel 1948 appunto -per la precisione il 21 giugno- nato come evoluzione del precedente disco a 78 giri e risalente più o meno alla fine del 1800.

Le differenze col disco a 78 giri

Il disco a 78 giri era realizzato infatti con diversi materiali come vetro o lamina di metallo rivestita di cera e, successivamente, in gommalacca. Le forniture di gommalacca però, dopo la seconda guerra mondiale, erano praticamente introvabili e così molti dischi a 78 giri furono stampati in vinile. Questa grande novità, questa incredibile svolta nel campo musicale fu annunciata dalla Columbia Records che -al Waldorf Astoria Hotel di New York– presentò al pubblico questo speciale formato in vinile da 12 pollici, quindi circa 30 cm di diametro.

Si trattava, come dicevamo, di una vera e propria svolta nel campo musicale, un evento senza precedenti. Si trattava, infatti, di una delle più grandi innovazioni dai tempi del disco di Emile Berliner. Questo nuovo formato in vinile presentava, rispetto al vecchio 78 giri, un solco di minore spessore e minore profondità, consentendo quindi una maggior durata di registrazione.

Una settimana circa dopo lo storico annuncio, la Columbia Records iniziava a rilasciare nei negozi i primi LP e, entro la fine dell’anno, ne avrebbe venduti poco più di un milione di copie. Il resto, come si suol dire, è storia.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)