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Quando Paul McCartney desiderava che John Bonham entrasse nella sua band

Nel 1970 i Beatles si separarono e, visto che erano tutti piuttosto giovani, decisero di proseguire la propria carriera con dei nuovi progetti. E, proprio in quel momento, arrivò la parte difficile: scrivere nuove canzoni e reclutare musicisti adatti a quel tipo di sound.

L’incontro tra Paul McCartney e John Bonham

Inizialmente, infatti, alcuni componenti dei Fab Four continuarono a collaborare insieme: John Lennon con Ringo Starr, Paul McCartney con George Harrison e così via. I membri dei Beatles erano uniti da un legame indissolubile e, prendere strade diverse, non fu una scelta semplice.

Nello stesso periodo i Led Zeppelin, step by step, percorrevano la strada del successo ottenendo consensi a destra e a manca. Tutti, ma proprio tutti, riconobbero l’enorme talento dei Led Zep. Paul McCartney divenne un vero e proprio fan della band britannica: stimava molto Jimmy Page e Robert Plant e, in particolar modo, ammirava il batterista John Bonham.

Paul considerava Bonham un batterista autentico, una vera e propria forza della natura. Così nel 1975, tra l’uscita di Physical Graffiti e Presence, Sir James Paul McCartney si avvalse della collaborazione di John Henry Bonham per la stesura del suo quinto album con gli Wings: Wings at the Speed of Sound. In particolar modo Bonzo suonò nel brano “Beware My Love” e, anche se questa versione fu rilasciata diversi anni dopo, è una chiara testimonianza della stima di Paul nei confronti del batterista. Diversi anni fa, nel 2014, la canzone fu infatti inserita come bonus track della riedizione di quell’album. McCartney, ricordando la collaborazione con Bonham, ha spiegato: “Per me John Bonham è uno dei migliori 5 batteristi al mondo. È un musicista autentico, oltre che un grande amico.”

Paul McCartney, John Bonham e la Rockestra

In verità, quella jam session non fu l’unica collaborazione tra i due artisti: nel 1979, infatti, Bonzo collaborò per la stesura di due pezzi dell’ultimo album dei Wings: Back to the Egg. E, per quest’iconico album, Paul McCartneny organizzò quella che lui stesso definì la “Rockestra”, ossia un super gruppo formato da alcuni grandissimi artisti della musica mondiale come: David Gilmour, Pete Townshend, Hank Marvin, John Paul Jones e John Bonham.

In un’intervista del 2001 Paul spiegò che a queste session avrebbe dovuto partecipare anche Keith Moon: il batterista, tuttavia, morì un mese prima dell’inizio delle registrazioni. Paul e la “Rockestra” registrarono 2 brani: Rockestra Theme e So Glad To See You Here e, nonostante l’assenza di Moon, McCartney apprezzò molto la presenza di quello che lui stesso definì una forza della natura: John Bohnam.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)