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Queen: La storia della copertina di A Night At The Opera

Nell’autunno del 1974, il tour promozionale per Sheer Heart Attack che vide i Queen impegnati nel Regno Unito, fece il suo magnifico debutto; prima di salpare alla volta dell’Europa, dell’America e del Giappone, dove si concluse, al Budokan, il 1 maggio dell’anno seguente. Tra la fine della kermesse e l’inizio di un’altra serie di eventi britannici; i Queen si riunirono in studio per registrare uno dei loro album più iconici, il magnifico A Night At The Opera. Il disco avrebbe consacrato all’eterno la, già di per sé, incendiaria ascesa della band, lanciando la carriera dei Queen nel firmamento del Rock.

I Queen cominciarono a lavorare su A Night At The Opera nell’agosto del 1975, per ultimarlo appena prima l’inizio del loro nuovo tour, il cui debutto, si tenne all’ Empire Theatre di Liverpool, il 14 novembre. Il disco è un capolavoro indiscusso della musica moderna; mentre il titolo trae spunto dall’omonima opera cinematografica dei fratelli Marx, risalente al 1935; la musica con cui i Queen hanno tessuto i magnifici arabeschi dell’album si poneva l’obiettivo di intrattenere gli ascoltatori come se fossero a teatro. L’ artwork adottato per A Night At The Opera è tra i più famosi nella storia del Rock classico, contenendo diversi elementi degni di nota, di cui tratteremo in quest’articolo.

I Queen e il forte simbolismo presente su A Night At The Opera

La copertina adottata dai Queen per A Night At The Opera è tanto prestigiosa quanto è elevata la caratura compositiva dei brani presenti nel disco. Su un semplice sfondo bianco, infatti, posano alcune straordinarie figure di eleganza e potenza smisurata. Lo stemma posto in primo piano, presenta due leoni con la corona, due fatine, un granchio e una splendida fenice che sovrasta l’insieme fantastico, rappresentata con un collo particolarmente lungo e con del fuoco posto al di sopra del nobile araldo.

Ovviamente, il leone è, da sempre, un simbolo di forza, splendore e dominazione; non è, infatti, un caso, che, sulla cover del disco, il concetto di nobiltà venga rimarcato più volte; la fenice, invece, simbolo di morte e, al contempo di rinascita, risorgendo dalle proprie ceneri, madida di aureo splendore, rappresenta l’eternità dello spirito. La creatura mitologica viene spesso identificata come custode della Terra. Seguendo il Sole nel suo giro, la fenice dispiega le ali, raccogliendo il pianeta, proteggendolo dai suoi raggi. Ci sono dei riferimenti al Sole anche nella copertina dell’album.

Il granchio rappresenterebbe, ancora una volta, un simbolo di resurrezione e buon auspicio; mentre, le fatine, che indossano abiti di colore diverso, rispettivamente verde e rosa; indicherebbero tratti distintivi del loro carattere. Secondo la leggenda, il verde rappresenterebbe il senso di giustizia e la positività; mostrandosi come un simbolo di ristoro, la seconda, invece dovrebbe simboleggiare speranza e ottimismo verso il futuro.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)