26 January, 2021, 02:04

Radiohead, La storia di High and Dry

I Radiohead sono una delle band più innovative della storia della musica. Grazie al loro sound inconfondibile ed ai testi introspettivi hanno emozionato e conquistato tantissimi fan in tutto il mondo. La loro musica unisce vari generi, dal free jazz alla musica elettronica e si proietta verso un’evoluzione sempre più interessante che ha cambiato la storia del rock. Il 13 Marzo 1995 uscì il loro secondo album, The Bends, dal quale lentamente si riconfermarono sempre di più. Oggi parleremo di High and dry, uno dei loro singolo più famosi.

La novità del secondo album

Il secondo album dei Radiohead fu una svolta fondamentale per la loro carriera. Con il singolo di debutto Creep la band aveva raggiunto un grande successo, quindi il nuovo album doveva essere qualcosa di potente e nuovo. Proprio per questo da quel momento cominciò a cambiare il loro stile. I Radiohead ebbero il coraggio di non accostarsi più al britpop, in voga in quegli anni e di abbracciare altri stili. Ripropone in maniera molto veritiera e realistica la realtà dei contenuti, ma con un sound assolutamente originale. Pensiamo che è dedicato alla memoria di Bill Hicks, il comico americano. Un aspetto importante della lavorazione di questo disco fu il fatto che la band collaborò maggiormente. Mentre Thom Yorke aveva scritto la maggior parte delle prime canzoni dei Radiohead, The Bends ha diede spazio un po’ a tutti. Ad esempio “Nice Dream”, Yorke ne scrisse appena quattro accordi ma fu ampliata da Ed O’Brien e Greenwood. Poi su Pablo Honey , tutti e tre i chitarristi collaborano, ecc. 

High and dry

La canzone High and dry è molto particolare. All’interno dell’album costituisce un certo unicum, in quanto comunque non ha lo stesso sound delle altre canzoni. È sicuramente molto più pop delle altre e in generale una delle più pop del repertorio dei Radiohead. È interessante sapere che quella che ascoltiamo nel disco è ancora esattamente la demo, in quanto la band non la registrò nuovamente. I Radiohead non l’hanno riproposta in concerto per anni, così come hanno fatto con Creep, le ragioni non sono mai state molto chiare, ma proprio di recente Thom Yorke ha mostrato di non apprezzarla. Come spesso accade per le canzoni dei Radiohead, l’interpretazione non è esattamente chiara. Alcuni pensano sia dedicata a un motociclista, in particolar modo Evil Knievel, motociclista molto famoso. Tuttavia il “non lasciarmi a secco” potrebbe essere metaforico e riferirsi alla solitudine, tema a cui Radiohead hanno dedicato diverse canzoni.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano", una raccolta di racconti dal titolo "Dipinti, brevi storie di fragilità" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (silviargento97@gmail.com)