gtag('config', 'UA-102787715-1');

Radiohead, Thom Yorke e le piattaforme musicali: “hanno algoritmi sbagliati, mi consigliano i Muse”

Thom Yorke, storio frontman dei Radiohead, è sempre stato un musicista piuttosto riservato e, allo stesso tempo, molto schietto ed onesto. In una sua vecchia intervista per il Sunday Times, infatti, l’artista ha rivelato tutte le sue perplessità circa gli algoritmi delle piattaforme musicali.

Le perplessità di Thom Yorke sugli algoritmi delle piattaforme musicali

Insomma, l’iconica voce di “Creep” non è affatto convinto della gestione degli algoritmi musicali sulle più rinomate piattaforme digitali. Intervistato sull’argomento ha spiegato: “Non mi piace come vengono gestiti questi algoritmi: ‘Se ti piace questo brano allora ti piacerà anche quest’altro’. Si e poi finiscono per suggerirti i Muse..”

Da questa dichiarazione si evincono due cose: Thom Yorke ha dei seri dubbi sulla gestione degli algoritmi e non è un grande fan dei Muse. A quanto pare, invece, prova una certa simpatia per la giovane Billie Eilish: “Mi piace molto, ragiona con la sua testa e nessuno le dice cosa deve fare e cosa no.”

Il cantante dei Radiohead, tra l’altro, ha avuto anche il piacere di ascoltare l’iconica voce di “Bad Guys” dal vivo: “È stato molto divertente quello show. Dietro di noi c’era anche quel tizio… quello che ha composto la colonna sonora del film di James Bond al posto nostro -Ha raccontato Yorke durante l’intervista riferendosi Sam Smith- Era proprio seduto dietro di noi, io ero in compagnia delle mie figlie e la mia ragazza e improvvisamente tutte si sono messe ad urlare “Saaaam, Saaaam!!” e io tipo “Mah…Vabbe.”

Thom Yorke, attivista, vegetariano e sostenitore dei diritti degli animali, non ha mostrato simpatia nemmeno per Sam Smith e, i motivi, li conosciamo fin troppo bene. Nel 2016, in occasione dell’uscita del film di James Bond intitolato ‘Spectre’, fu scelta proprio la canzone di Sam Smith come theme della pellicola, a discapito dei Coldplay, Adele, Lana Del Rey, Lorde e dei Radiohead appunto.

I Radiohead nel 2020

I Radiohead, coronavirus a parte, avevano già pensato di prendersi un anno sabbatico in questo 2020. Thom Yorke, Jonny Greenwood, Ed O’Brien, Colin GreenwoodPhil Selway verso la fine del 2019 avevano deciso infatti che era arrivato il momento giusto di prendersi una pausa.

A parlare per tutta la band ci ha pensato proprio il batterista, Phil Selway. L’uomo, intervistato dal New Musical Express ad inizio anno, ha confermato le intenzioni dei Radiohead di prendersi un anno sabbatico per concentrarsi su dei nuovi progetti. I membri della band, a quanto pare, in questo 2020 vogliono mettere da parte il progetto “Radiohead” e dedicarsi ad altro: “Non so perchè ma ultimamente ci sono sempre incomprensioni tra di noi. E, ad ogni modo, abbiamo anche altri piani in mente.” Ha spiegato Phil Selway all’NME, aggiungendo: “Questo sarà un anno difficile per i Radiohead, ma vi assicuro che torneremo più forti di prima.”

Share

Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)