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Red Hot Chili Peppers, quella volta che il cantante Anthony Kiedis venne sostituito

Il nome di Ron Young risulterà forse sconosciuto ai più. Ma Ron Young è in effetti il cantante che – per circa un mese a metà degli anni ’80 – provò a sostituire Anthony Kiedis alla guida dei Red Hot Chili Peppers. Un tentativo fallito ovviamente, dato che Kiedis assieme a Flea costituiscono i cardini imprescindibili e fondamentali della formazione. Ad ogni modo, in questo articolo, scopriamo come andarono veramente le cose e per quale motivo i RHCP decisero di trovare un sostituto per il cantante.

RON YOUNG, LA STORIA DI COME VENNE ASSUNTO COME RIMPIAZZO DI ANTHONY KIEDIS

In un’intervista inedita Ron Young – ex cantante dei Red Hot Chili Peppers e attuale frontman dei Little Ceasar – è tornato a parlare del periodo trascorso nella formazione di Los Angeles. Siamo a metà degli anni ’80, per capirsi il periodo in cui i RHCP contano ancora nelle propria file Hillel Slovak – prima della sua tragica morte per overdose di eroina. Mentre alla batteria siede Jack Irons.

ANTHONY KIEDIS, LA TOSSICODIPENDENZA E L’ALLONTANAMENTO DAI RHCP

Nella primavera del 1986 – dopo la conclusione del Freaky Styley tour e il ritorno di Jack Irons in formazione – i Red Hot Chili Peppers sono pronti a lavorare a del nuovo materiale. Il nuovo produttore – Michael Beinhorn – li indirizza subito verso la scrittura e la registrazione del terzo disco. Ma c’è un problema, ovvero Anthony Kiedis. Il cantante è provato e distrutto da una dipendenza da eroina che lo tiene lontano dalla sala prove. E anche quando interviene, il suo contributo è pressoché nullo.

Dopo settimane di prove inconcludenti e un Kiedis sempre più imprevedibile, la band di comune accordo con Beinhorn decide di allontanare il frontman. La notizia si diffonde a macchia d’olio in tutta Hollywood e le richieste per entrare nei famosi Red Hot Chili Peppers non mancano.

RED HOT CHILI PEPPERS, RON YOUNG E IL RITORNO DI ANTHONY KIEDIS

Ron Young viene dunque scelto come sostituto di Anthony Kiedis – un’esperienza, quella nei Red Hot Chili Peppers, che durerà poco più di un mese. Il cantante farà in tempo ad incidere alcune demo, mai diffuse. Sebbene infatti Flea e soci apprezzino molto le capacità vocali di Young, faticano a trovare la giusta alchimia con lui.

Anthony Kiedis nel frattempo – abbattuto dallo sconforto e dalla stanchezza – si iscrive all’Esercito della Salvezza e decide di disintossicarsi. Torna sobrio e pulito dopo anni di tossicodipendenza. Ne comunica prontamente il risultato all’amico Flea che – senza pensarci due volte – gli propone di tornare nei Red Hot Chili Peppers.

RON YOUNG, L’INTERVISTA SUL PERIODO CON I RED HOT CHILI PEPPERS

“Stavano cercando di rompere la band, di farla funzionare – ha raccontato Ron Young riguardo il suo periodo con Flea e soci – Anthony era diventato un disastro con l’eroina e il resto. Erano veramente frustrati per lui. Premetto che Flea e Anthony sono fratelli. Sono cresciuti insieme, sono incredibilmente uniti, quindi Flea era abbattuto sia per la band che a livello personale. Per questo decisero di cambiare cantante”.

Ron Young prosegue rivelando che Flea cercava un cantante con una voce più tradizionale – dato che Anthony era chiaramente più adatto al rap e al funk. Un cantante con il quale produrre ed eseguire pezzi più melodici. “Mi hanno dato un sacco di canzoni, e tutta la registrazione di Uplift Mofo Party Plan. Ho scritto la melodia e i testi per ogni canzone. E stavamo per andare in studio con Michael Beinhorn […]”. Poi Anthony Kiedis si disintossica e il resto è storia.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.