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Red Hot Chili Peppers: Perché Flea si chiama così?

Nato Michael Peter Balzary, il bassista dei Red Hot Chili Peppers, è uno dei più apprezzati ed eclettici degli ultimi anni. Il leggendario artista ha compiuto da poco 58 anni e, sembrerebbe che il nome d’arte con cui è passato alla storia, ossia Flea, proverrebbe da un motivo ben preciso. Tradotto in italiano dall’inglese, il termine “Flea” significa “pulce”. Il soprannome del bassista viene dalla sua adolescenza. L’eroe del quattro corde avrebbe cominciato a farsi chiamare Mikey B. The Flea quand’era ancora un teenager. Il suo pseudonimo sarebbe stato abbreviato tempo dopo.

Radiox.co.uk riporta che, con quel soprannome, il bassista volesse indicare il suo spirito irrequieto e il fatto che non riesca mai a stare fermo. Fonti attendibili affermano che sarebbe stato il cantante dei Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis ad affibbiare il famigerato nomignolo a Flea, durante una vacanza sulla neve. Il bassista dovette apprezzare il soprannome, tanto da scegliere di usarlo come nome d’arte. Michael, in effetti, aveva dalla sua un’indole libera e spregiudicata che, tempo dopo, si sarebbe riversata anche sulla musica che ha reso iconica la band di Scar Tissue.

La vita di Flea dei Red Hot Chili Peppers rispecchia il suo soprannome

Nel corso di una vecchia intervista che Flea rilasciò per Rolling Stone, il bassista dei Red Hot Chili Peppers disse: “Quando provi a controllare la musica, finisci per soffocarla. Per quanto possa suonare hippie, è vero. Io cerco sempre di far uscire energia dalla musica, provo a lasciarla andare liberamente. Credo sia il mio dono”. La vita di Flea ha dimostrato ampiamente quanto il suo soprannome gli si addica. Michael, infatti, ha viaggiato molto. Nella sua autobiografia, intitolata Acid For The Children, Flea ha raccontato di essere nato in Australia, per poi trasferirsi a New York e, in seguito, tornare nel suo paese d’origine. Infine, il bassista si stabilì definitivamente a Los Angeles, nel 1972.

Flea ha vissuto la sua adolescenza con una certa instabilità; essendo stata dominata dall’abuso di sostanze stupefacenti. Oggi, comunque, il leggendario bassista dei Red Hot Chili Peppers vive una vita molto diversa sotto parecchi aspetti. Flea ha chiuso con le droghe da lungo tempo e, nel 2019, si è sposato con la designer Melody Ehsani. L’energia impressionante che ha reso iconico Flea ormai viene convogliata solo nella musica, essendo che il bassista continua ad essere una mina vagante sul palco con i suoi Red Hot Chili Peppers. Il musicista, inoltre, si è rivelato essere un amante dello sport, amando la corsa e partecipando alla Maratona di Los Angeles.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)