Robert Plant, cosa ne pensa dei Led Zeppelin, podcast Digging Deep, Achilles' Last Stand

Robert Plant: “Ecco che cosa penso davvero dei Led Zeppelin”

Di recente, il nome di Robert Plant è tornato ad essere particolarmente legato a quello dei Led Zeppelin, grazie ad una serie di azioni da parte dell’ex leader e cantante della formazione che hanno riportato ad antichi fasti. Dopo l’esibizione di Immigrant Song, che non avveniva da anni e che ha sinceramente emozionato i fan della band britannica, Plant è tornato a parlare dei Led Zeppelin, esprimendo tutto il suo più sincero e schietto parere sulla band.

Che cosa ne pensa Robert Plant dei Led Zeppelin

Nel suo nuovo podcast, Diggind Deep, Robert Plant ha parlato dei Led Zeppelin e di che cosa pensa della formazione britannica. Attraverso un pensiero schietto che nessuno, naturalmente, poteva aspettarsi, il cantante ha saputo coniugare lucidità con ironia, offrendo un quadro piuttosto dettagliato della bravura della formazione di cui Robert Plant ha fatto parte.

Queste, nel dettaglio, le sue dichiarazioni: “Immaginate i Led Zeppelin come un trio: dico sul serio, un trio con un cantante da matrimoni in piedi davanti a loro. Il mio entusiasmo ha contribuito molto ma la verità è che questi ragazzi erano incredibili… Sebbene Presence non sia l’album più semplice da ascoltare… l’interazione e la fusione della musicalità di questi tre ragazzi in quella canzone sono assurde”.

La storia di Achilles’ Last Stand raccontata in Digging Deep, nuovo podcast di Robert Plant

La canzone a cui Robert Plant si riferisce all’interno delle sue dichiarazioni è Achilles’ Last Stand, contenuta all’interno dell’album Presence del 1976. La storia di questa canzone, che il cantante ha voluto sottolineare nel suo podcast Digging Deep, è abbastanza difficile per Robert Plant: il brano, infatti, è stato concepito in un movimento particolarmente difficile della sua vita, a seguito di un terribile incidente stradale che ha costretto lui e la moglie all’utilizzo della sedia a rotelle per molto tempo. 

Quando ho scritto quel testo era un momento di grande disagio e per questo motivo era anche un momento particolare. Ho iniziato a scrivere di libertà e della voglia di fuggire. Il desiderio che si percepisce in tutta la canzone è quello di riuscire a raggiungere un posto che sia una sorta di ricompensa… in sostanza, la canzone parla delle montagne dell’Atlante e del desiderio di tornare in Marocco”, ha raccontato Plant nel suo podcast, rendendo ben chiaro il concetto di musica che l’avrebbe aiutato a fuggire, almeno sentimentalmente, dalle sue difficoltà.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.