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Robert Plant: Ecco perché era imbarazzato dalla sua musica degli anni ’80

Robert Plant ha scritto alcune pagine fondamentali nel grande libro della storia del Rock, militando in una delle band più importanti di tutti i tempi, gli iconici Led Zeppelin. Pur culminando in tragedia con la perdita del leggendario batterista John Bonham, l’ascesa degli Zeppelin ha ampiamente contribuito a plasmare uno dei generi di maggior spicco sulla scena musicale contemporanea; l’Hard Rock. Da sempre considerato come uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi, Robert Plant fu il protagonista delle mirabolanti esibizioni dei Led Zeppelin sul palco. Quando l’ombra del gruppo con cui era passato alla storia, però, finì per soffocarlo; Robert Plant compì alcune scelte artistiche discutibili, di cui si è detto, per lungo tempo, imbarazzato.

Nella sua nuova antologia, intitolata Digging Deep, il leggendario cantante dei Led Zeppelin, Robert Plant, ha rivalutato la parte della sua carriera da cui si è sentito per diversi anni imbarazzato. In particolare, il frontman ha detto: “Negli anni ’80, decisi di lasciarmi ispirare da tutto ciò che riuscisse a stimolare la mia curiosità. Ma se oggi guardiamo alla rivoluzione Techno degli anni ’80, la reputiamo qualcosa di orribile, o quanto meno, di inaccettabile; trattandosi di un quantitativo di rumori indefiniti quanto assurdi”. Robert Plant ha effettuato queste dichiarazioni, intervistato da Rolling Stone.

Ecco perché Robert Plant si sentiva imbarazzato dalla sua musica

Andando avanti con il colloquio, Plant ha detto: “Voglio dire, alcune canzoni riuscivano anche a funzionare, ma per molto, tempo, fui imbarazzato da quanto avevo scritto negli anni ’80. Nel 1993, Fate Of Nations rappresentò un punto di svolta per me. All’epoca, non avevo prospettive, volevo solo combinare tutto ciò che potessi dare con il flusso di idee da cui ero costantemente attraversato”.

La leggenda dei Led Zeppelin, comunque, ha rivelato di essersi immediatamente accorto del fatto che, con le sue pubblicazioni degli anni ’80, avesse deciso di tagliare corto con il decennio precedente che, sebbene avesse assistito alla scalata travolgente dei Led Zeppelin sull’Olimpo del Rock, aveva anche portato con sé un’infinità di dolore, dalla morte di suo figlio all’incidente d’auto in Grecia in cui aveva rischiato la vita; fino alla perdita dell’amico Bonham. Robert decise, quindi, di andare avanti.

Infine, quando a Robert Plant è stato chiesto delle sue impressioni ascoltando Digging Deep, il cantante ha risposto scherzosamente: “Quando l’ascolto, penso di avere a che fare con un tizio che non aveva bisogno di riposare. Ho ricoperto un ammontare di generi impressionante nel corso della mia carriera. Non ho mai avuto intenzione di prendermi una vacanza o di zittire anche solo per un istante e magari concedermi allo studio di altre discipline”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)