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5 Rockstar “rovinate” dai propri eccessi

Eccessi e dissolutezze hanno segnato una pagina nera nella storia, non solo della musica, ma più in generale, dell’umanità nel complesso. Troppe volte il panorama socioculturale ha dovuto privarsi di alcuni dei suoi massimi esponenti a causa delle oscure dipendenze delle quali cadevano vittime. Rockstar dalla prestigiosissima caratura; fautori di movimenti culturali rivoluzionari che hanno stravolto i paradigmi valutativi dell’identità sociale dei giovani della loro epoca.

Inesorabile ed obliante, l’alcool, così come la droga hanno portato via personalità apparentemente invincibili; consacrate alla leggenda grazie alla caparbietà e alla perseveranza deditamente dimostrate nei confronti della loro opera. È, quindi, il caso di citare pietre miliari del panorama artistico degli anni d’oro del Rock come Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jim Morrison e John Bonham.

Come detto, figure immense, dall’animo particolarmente tormentato e tristemente inviso da un assassino invisibile quale l’eccesso incontrollato. È così che miti e dicerie varie si susseguono, facendo eco, in modo deplorevole; nei decenni successivi alla tragica perdita degli artisti; demonizzandoli e attribuendogli la colpa di stereotipi, sostanzialmente, inesistenti.

Si sa, dimostrare carisma, in un’industria spietata come la musica, significa eludere le proprie fragilità; ivi per cui, spesso, le Rockstar trovavano rifugio fittizio nel fantasma delle dipendenze. In questa classifica rendiamo omaggio ad alcuni grandi nomi della musica passati, recentemente, a miglior vita a causa di alcool e sostanze stupefacenti.

5) Prince

Prince soffriva di una forte dipendenza da oppiacei da ormai molto tempo prima di essere trovato privo di sensi in casa sua nel 2016. I soccorritori lo dichiararono morto a causa di un’overdose accidentale poco dopo il ritrovamento. Prince aveva solo 57 anni. I risultati dell’autopsia hanno rivelato che il leggendario artista avesse assunto una dose letale di Vicodin e Fentanyl. Nessuno medicinale ritrovato in casa era stato prescritto da alcun medico.

4) Amy Winehouse

Amy Winehouse aveva solo 27 anni quando morì nel 2011. In molti credettero che la causa del suo decesso fosse un’overdose, ma in realtà, la cantante morì dopo aver assunto un cocktail letale di alcolici. I risultati dell’autopsia hanno rivelato che, nel suo corpo, fossero presenti quantità di alcool di cinque volte superiori al limite legale. Amy cadde vittima dell’abuso di alcool e sostanze stupefacenti tempo prima la sua morte; la giovane scrisse una canzone divenuta famosa in pochissimo tempo, intitolata Rehab, nella quale parlava del periodo in cui il suo manager le chiedeva di entrare in riabilitazione e del fatto che lei avesse rifiutato.

3) Whitney Houston

Nonostante la causa ufficiale della star del Soul, Whitney Houston fosse stata ricondotta ad un collasso dell’arteria coronaria, gli esperti hanno, da sempre, sostenuto che, l’insufficienza che le è stata fatale sia stata provocata da un costante uso di cocaina, dalla quale è conseguita un’intossicazione. Houston è stata trovata morta nella vasca da bagno di una camera d’albergo nel 2012. Poco tempo dopo, un simile destino è toccato anche alla figlia, Bobbi Christina Brown.

2) Tom Petty

Tom Petty è deceduto nel 2017 a causa di un arresto cardiaco provocato dall’abuso di antidolorifici di cui cadde vittima. Nell’abitazione della Rockstar, venne ritrovata una quantità innumerevole di farmaci, droghe, sonniferi e antidepressivi.

1) David Bowie

Un cancro al fegato ha stroncato David Bowie nel 2016. Il Duca Bianco aveva 69 anni. Gli esperti sostengono che gli anni d’alcolismo dell’artista, l’abbiano condotto alla morte. Bowie iniziò a frequentare gli alcolisti anonimi nelle ultime settimane del 2003; subito dopo aver concluso il suo Reality Tour. Spesso, l’abuso di alcolici porta forme di cirrosi che, in alcuni casi, conducono a forme di cancro più suscettibili. Sembrerebbe che Bowie fosse sopravvissuto a sei infarti nel corso della sua vita, causati dal suo stile di vita particolarmente dissoluto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)