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Le morti premature delle rockstar che hanno cambiato la storia della musica

L’ambiente musicale è uno di quei mondi che, più di tanti altri, ha visto scomparire prematuramente talenti brillanti ed eccezionali. Musicisti e rockstar portate via da malattie incurabili, da un disagio difficile da affrontare, da depressione o circostanze avvolte ancora nel mistero. Sebbene la loro musica e la loro arte continui a vivere ancora, rimarrà sempre il dubbio su cosa avrebbero potuto creare se non fossero scomparsi troppo presto. Andiamo a scoprire la classifica degli artisti che ci hanno lasciati prematuramente.

ANDY WOOD, MOTHER LOVE BONE

Nel panorama del grunge e della musica di Seattle come non citare il frontman dei Mother Love Bone, Andy Wood. Alle soglie di una possibile scalata al successo – con l’album Apple – il cantante scompare prematuramente per un’overdose di eroina.

La morte di Wood ha toccato l’ambiente musicale in molteplici modi. Innanzitutto con la privazione di un talento giovane e iconico che non aveva nemmeno iniziato a mostrare tutte le sue potenzialità. E poi con l’influenza che la sua morte ebbe su un altro grande vocalist del periodo, Chris Cornell. I due erano grandi amici e coinquilini tanto che, dopo la morte di Andy nel 1990, il frontman dei Soundgarden decise di fondare i Temple of the Dog con membri della sua band e futuri componenti dei Pearl Jam. L’omaggio a Wood si risolverà in un unico album, omonimo, veramente eccezionale nella sua irripetibilità.

CHESTER BENNINGTON, LINKIN PARK

Al secondo posto di questa breve – e incompleta – classifica dei tanti artisti morti troppo presto, troviamo Chester Bennington, iconico e compianto frontman dei Linkin Park. Il 20 Luglio del 2017 infatti, il suo corpo senza vita è stato ritrovato nella dimora di Palos Verdes Estates in California.

Il funerale del cantante si è svolto il 29 Luglio successivo alla presenza dei familiari, dei componenti della band e dei tanti artisti e rockstar accorse per omaggiare la memoria del vocalist dei Linkin Park.

CLIFF BURTON, METALLICA

Andiamo velocemente al terzo posto dove troviamo Cliff Burton, dei Metallica. Il giovane bassista ha militato nella band di James Hetfield dal 1982 al 1986 ed è scomparso a soli 24 anni . Il 27 Settembre 1986, durante un viaggio sul bus ufficiale della band, Burton e Kirk Hammett si giocarono infatti a carte il posto vicino al finestrino.

Durante la notte l’autista perse il controllo del mezzo e il veicolo si ribaltò a lato della carreggiata. Nell’impatto Cliff Burton rimase fatalmente ferito e incastrato nelle lamiere. Quella sera dall’incidente uscirono illesi solo il guidatore, Hetfield, Hammett e Ulrich.

DIMEBAG DARRELL, PANTERA

Al quarto posto di questa breve classifica troviamo Dimebag Darrell, chitarrista dei Pantera dal 1981 al 2003. Dopo un anno di quasi inattività nel quale era apparso solo in alcuni lavori degli Anthrax, il musicista assieme al fratello aveva fondato i Damageplan.

L’album di debutto – rilasciato nel 2004 con il titolo di New Found Power – corrisponderà anche all’ultimo lavoro di Dimebag. L’8 Dicembre dello stesso anno infatti, durante un’esibizione per il tour promozionale, il chitarrista verrà ucciso da alcuni colpi di pistola esplosi dall’ex militare Nathan Gale.

LAYNE STALEY, ALICE IN CHAINS E MAD SEASON

Proseguiamo con un altro grande esponente del panorama grunge degli anni ’90, ovvero Layne Staley – fondatore degli Alice in Chains e dei Mad Season. Il vocalist è passato alla storia tanto per la sua vocalità unica e inconfondibile che per una personalità tormentata, chiusa. I suoi problemi personali uniti ad un consumo eclatante e logorante di eroina, ne provocarono la morte prematura.

Dopo aver rilasciato un’ultima intervista nel 2002, venne ritrovato senza vita nel proprio appartamento il 19 Aprile di quell’anno – a ben due settimane di distanza dalla morte.

JEFF BUCKLEY

All’ultimo posto di questa breve classifica su alcune delle rockstar morte troppo giovani, troviamo il cantante e cantautore statunitense Jeff Buckley. Con un solo album all’attivo mentre era ancora in vita – Grace, del 1994 – Buckley non ha avuto modo di mostrare ulteriormente il proprio talento.

Il 29 Maggio del 1997 mentre viaggiava a bordo del furgone che lo avrebbe portato allo studio di registrazione, chiese all’autista di fermarsi per fare un bagno nel fiume che costeggiava la strada. Mentre fischiettava Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, il suo corpo venne visto scomparire in un gorgo e non ritornò più in superficie.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.