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Roger Waters: “Ecco quando ho visto Syd Barrett l’ultima volta”

I Pink Floyd sono una delle più grandi Rock Band di tutti i tempi. Il loro apporto sulla scena musicale moderna è profondissimo. La band, del resto, si è affermata come una delle principali fautrici dello sviluppo del Rock Progressivo. Un genere eclettico quanto travolgente, di cui i Pink Floyd sono stati ferventi sostenitori. Ad oggi, il gruppo viene considerato un punto di riferimento assoluto per la miriade di artisti che annoverano il panorama contemporaneo. I primi anni del gruppo, comunque, furono segnati dall’imperversante movimento psichedelico, a cui gli stessi Floyd aderirono.

All’epoca, la band era capitanata dal Diamante Pazzo Syd Barrett. Cantante, chitarrista e autore visionario che rivestì di brillantezza un’opera altresì acerba come quella dei Pink Floyd dei primi anni. Non solo, Barrett fu fondatore del gruppo. Senza di lui, i grandi capolavori del Rock Classico come The Dark Side Of The Moon e Atom Heart Mother, tra gli altri, non esisterebbero; nonostante all’epoca delle registrazioni dei due album, Barrett rappresentasse un doloroso ricordo per il gruppo che, intanto, aveva accolto tra le sue file David Gilmour, già nel 1968.

Syd Barrett, che lasciò le sue spoglie terrene all’età di sessant’anni, trascorse metà della sua vita recluso in casa. Dopo essere stato allontanato dai Pink Floyd nel 1968, Syd Barrett tagliò completamente i ponti con gli altri Pink Floyd. Nel corso di un’intervista rilasciata da Roger Waters al Mirror nel 2008, l’ex bassista dei Pink Floyd ha parlato dell’ultima volta in cui ha incontrato Syd Barrett.

Roger Waters parla dell’ultima volta in cui ha visto Syd Barrett

Roger Waters ha esordito parlando del suo rapporto con le droghe, rivelando: “Ho fatto uso di acidi una volta sola. Assunsi una dose purissima. All’epoca avevamo accesso al meglio. L’esperienza fu straordinaria, ma non avrei mai avuto intenzione di ripeterla. Avere percezioni motorie e psicologiche così alterate fu stupefacente, ma ben lontano dalle connessioni emotive che intercorrono tra le persone. Credo che i rapporti umani siano molto più profondi di qualsiasi altra esperienza lisergica e che, chiunque attribuisca alle droghe un contributo all’arte, millanti stupidaggini pericolose”.

Andando avanti con il colloquio, Roger Waters ha parlato di Syd Barrett, dicendo: “Chissà fino a che punto avrebbe potuto spingere la sua arte se non si fosse lasciato sopraffare dalle dipendenze. Comunque siano andate le cose, non ho mai pensato che Syd avesse perso sé stesso a causa degli acidi. La sua malattia mentale venne solo accentuata dalle droghe, ma non credo che siano state queste a farlo ammalare. Quand’è morto, non era più in sé già da moltissimi anni. Quando seppi che fosse malato, provai a contattare la sorella. Avrei fatto il possibile per aiutarlo, ma a quel punto, penso che avessimo già fatto tutto quel che si potesse“.

Infine, Roger Waters ha riflettuto sull’ultimo incontro tra lui e Syd Barrett, affermando: “L’ultima volta che l’ho visto fu un paio d’anni dopo quella volta in cui fece capolino in studio durante le sessioni d’incisione di Wish You Were Here. Incrociai Syd ad Harrods; era solito recarsi lì per comprare dolcetti. Non parlammo, sembrò quasi volesse scappare via

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.