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Rolling Stones, quella canzone di Chuck Berry che ispirò il più grande successo della band

I Can’t Get No Satisfaction è uno dei più grandi successi di sempre nella storia del rock e della musica in generale. Parliamo di uno dei più grandi capolavori che siano mai stati realizzati dai Rolling Stones, a cui legato una storia piuttosto particolare che non abbiamo potuto fare a meno di raccontarvi all’interno delle nostre pubblicazioni. Una storia che vede protagonisti Mick Jagger e Keith Richards, impegnati nell’ambito della registrazione della produzione di un brano che, naturalmente, ha fatto la storia della musica non a caso. Ma come vi abbiamo spesso sottolineato, nel mondo del rock difficilmente un qualcosa nasce dal nulla, dal momento che molto spesso esistono delle implicazioni e delle ispirazioni necessarie che portano alla realizzazione di grandi capolavori o di pensieri e ideologie che si trovano alla base di questi stessi. Nel caso specifico dei Rolling Stones, è stato un semplice ma significativo verso di Chuck Berry ad ispirare, almeno secondo il giudizio di Mick Jagger, la realizzazione del brano dei Rolling Stones che ha avuto un successo mondiale. Ma di quale canzone di Chuck Berry parliamo e, soprattutto, qual è il verso in questione che ha portato Keith Richards a realizzare una delle canzoni più celebri nella storia della musica? Servendoci anche delle dichiarazioni di Mick Jagger, ve ne vogliamo parlare all’interno del nostro articolo.

L’ispirazione dei Rolling Stones a Chuck Berry

Se gran parte della storia di I Can’t Get No Satisfaction è legata a quella particolare registrazione del brano che è avvenuta da parte di Keith Richards, e che vi abbiamo raccontato all’interno dei nostri articoli, non si può fare a meno di sottolineare anche come l’ispirazione della canzone stessa sia stata tutt’altro che casuale è dettata da un fattore di mera originalità da parte del fondatore dei Rolling Stones. Non si sta dicendo, naturalmente, che il brano sia una copia di uno dei successi di Chuck Berry ma che, ovviamente, l’ispirazione nel mondo della musica può esistere e molto spesso porta alla realizzazione di successi mondiali e storici, quali il brano in questione.

La canzone di Chuck Berry, che precedentemente vi abbiamo citato, e che si pone alla base della realizzazione di uno dei più grandi successi dei Rolling Stones è Thirty Days, che contiene il seguente verso: “If I don’t get no satisfaction from the judge/I’m gonna take it to the FBI and voice my grudge.” 

Le dichiarazioni di Mick Jagger

Stando al verso che abbiamo potuto precedentemente prendere in considerazione, ci si rende conto del fatto che non si tratti delle stesse parole, ma di un qualcosa di molto simile che ha potuto probabilmente ispirare Keith Richards nella realizzazione del brano. In effetti, l’intento di Mick Jagger non era in non è certamente denigratorio, dal momento che ha voluto parlare della storia e di un aneddoto particolare del brano menzionando il suo collega e fondatore dei Rolling Stones.

Queste sono state le sue dichiarazioni in questione: “Beh, Keith [Richards] ha fatto il lecchino. Penso che avesse questo testo, ‘I can’t get no satisfaction’, che, in realtà, è un verso di una canzone di Chuck Berry chiamata ‘Thirty Days’. Non lo sapevo, ma Keith potrebbe averlo sentito allora, perché non è il modo in cui una persona inglese lo esprimerebbe. Non dico che abbia rubato qualcosa di proposito, ma abbiamo suonato molto grazie a quei dischi”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.