Scott Ian, miglior chitarrista di sempre, Malcolm Young

Scott Ian: “Ecco chi è il chitarrista migliore della storia”

Il 27 Luglio del 1979 uno degli album più significativi della storia dell’Hard Rock mondiale veniva pubblicato: stiamo parlando di “Highway to Hell” degli AC/DC, l’ultimo album registrato col vocalist Bon Scott, da molti ritenuto il miglior cantante della band australiana. Con questo album (e col successivo “Back in Black”, pubblicato nel 1980), gli AC/DC si affermarono tra le band più famose e importanti del momento, caratterizzati da uno stile inconfondibile sia in studio che in live. In occasione di questa data, non si può fare a meno di ricordare – tra gli altri – Malcolm Young. 

La grande importanza di Malcolm Young negli AC/DC

Per molti, l’anima di questa band è rappresentata dal chitarrista Angus Young, inconfondibile mattatore, famoso per la Duck Walk, per l’uniforme scolastica e per la sua Gibson SG.

Angus sarà pure perfetto dal punto di vista simbolico ma suo fratello Malcolm, scomparso nel 2017 a causa di una grave malattia, è stato senza dubbio il protagonista dal punto di vista stilistico, compositivo e tecnico.

Le dichiarazioni di Scott Ian su Malcolm Young

Dello stesso parere è Scott Ian, chitarrista degli Anthrax che, durante la trasmissione Sirius XM, condotta da Mark Goodman e Alan Light, ha ricordato il chitarrista scomparso per il quarantennale di Highway to Hell ritenendolo come uno dei punti di riferimento per la sua carriera: “Chiedete a qualsiasi chitarrista – ritmico o solista – e vi dirà che Malcolm è il migliore. Il migliore, letteralmente”, ha dichiarato Ian.

«I suoi riff e il suo approccio allo strumento, le sue dinamiche… La sua mano destra era percussiva, come quella di un chitarrista ritmico, quindi le dinamiche erano semplicemente incredibili. E le produceva in un modo al quale nessun altro, prima, durante o dopo il periodo hard rock si avvicinerà mai e poi mai. Questo perché nessun altro potrà mai scrivere di nuovo quei riff, semplicemente perché sono già stati scritti. Non si possono più scrivere, quei riff: è impossibile. Se qualcuno lo facesse, sembrerebbe semplicemente una brutta copia degli AC/DC», ha spiegato il chitarrista degli Anthrax. 

L’importanza della musica degli AC/DC nel tempo

Ascoltare gli AC/DC per Scott Ian significa ascoltare un vero e proprio lascito creativo di Malcolm Young. Le sensazioni e le emozioni restano sempre quelle di un tempo, di quando il giovane Scott inseriva gli LP degli AC/DC gasandosi cercando di capire come fossero strutturate le loro canzoni.

Tutti noi abbiamo un rapporto così sentito con un gruppo o un musicista, magari sin dalla nostra infanzia o adolescenza. Questo rapporto però, che può mutare nel corso del tempo, non modificherà mai le emozioni di quando alla radio abbiamo ascoltato Money dei Pink Floyd o Paranoid dei Black Sabbath.

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Classe 2000. Studente presso la facoltà di Filosofia dell’Università Federico II di Napoli. Appassionato di filosofia, politica, letteratura e cinema. Aspirante docente universitario e giornalista. Bassista a tempo perso. La musica è la struttura del mio sistema nervoso: leitmotiv perenne. Il mio genere preferito è il Progressive ma mi ritengo (e, soprattutto, mi ritengono) un assiduo e accanito ascoltatore. Conosco tantissimo, forse fin troppo e amo scoprire nuovi artisti e nuovi generi. Amante di Tool e Dream Theater, di Red Hot Chili Peppers e Opeth, di King Crimson e Iron Maiden. Amante di Franco Battiato, Lucio Battisti, Afterhours, del buon vino e della birra. Articolista presso vari blog online e testate locali. Misantropo e Nichilista, ma ho anche dei difetti.