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Giornata della memoria: 5 canzoni per ricordare la Shoah

Oggi, 27 gennaio, ricorre la giornata della memoria(Shoah). In questa giornata, ogni ambito, che sia esso umano, sociale o artistico, secondo il nostro modo di vedere dovrebbe sentirsi avvolto da quella volontà di ricordare. Perchè, al di là di ogni tipo di retorica, ricordare è l’unico mezzo possibile per tutti affinchè ciò che è stato non sia, più, in futuro.

Andiamo adesso alla nostra musica. Ci perdonerete se in qualche caso non possiamo parlare di vero e proprio rock, ma alcuni dei pezzi di questa classifica sono dei veri e propri baluardi della musica italiana e mondiale, data l’importanza del tema trattato. In quest’articolo elencheremo i cinque brani che meglio si incentrano sul tema della Shoah:

1) With God on our Side, Bob Dylan: è una canzone di Bob Dylan, presente nel suo album “The Times They Are A-Changin'”. La canzone è stata raramente eseguita dal vivo dallo statunitense, anche per la delicatezza del tema trattato. Chiariamo subito: non è della sola Shoah e del solo Olocausto che Dylan parla, ma – più che altro – di una visione personale e umana di Dio, una potente figura contro cui nessuno può opporsi. Attraverso quest’espediente, il cantautore può inserire, all’interno del suo brano, numerosi e disastrosi accadimenti della storia umana, come le due Guerre Mondiali, la Guerra Fredda o lo sterminio dei nativi americani. O, come abbiamo accennato, il tema dell’Olocausto. All’interno del brano Auschwitz non viene nemmeno menzionata, a differenza dei sei milioni di ebrei, che risuonano, quasi senza pudore, come una lama tagliente all’interno del pezzo.

2) Auschwitz, Francesco Guccini: a differenza del precedente, Guccini di Auschwitz ha parlato senza mezzi termini. La canzone è certamente la più importante in Italia sul tema della Shoah, ed è stata pubblicata nel 1966 (pur non essendo attribuita a Francesco Guccini poichè il cantautore non era ancora iscritto alla SIAE). L’ispirazione da parte del cantautore bolognese è derivata dalla lettura di un romanzo autobiografico, “Tu passerai per il camino”, di Vincenzo Pappalettera. All’interno dello stesso, sono raccontate le memorie dello stesso autore in un campo di concentramento, rese in musica da Guccini secondo la doppia voce: un bambino, il protagonista della canzone che si trova all’interno del campo, e l’autore, che osserva da una prospettiva esterna, ponendosi domande, senza risposta, sul senso della vita.[nextpage title=”pagina 2″]

3) Il carmelo di Echt, Franco Battiato: rimaniamo in Italia per quella che è una delle canzoni più belle sul tema della Shoah. Franco Battiato ha reso celebre il pezzo cantato, tra gli altri, anche da Giuni Russo, ma scritto da Juri Camisasca. La canzone si ispira alla figura, certamente non poco nota, di Edith Stein, filosofa e cattolica, ma di origine ebraica. Per far sì che si sottraesse alle persecuzioni razziali, l’ordine carmelitano la trasferì in Olanda, a Echt, dove ancora non erano penetrate le leggi della segregazione razziale. Tuttavia, queste in poco tempo si diffusero, e Edith Stein fu considerata, insieme a sua sorella, “discriminata”. Nonostante l’opposizione della Chiesa e i numerosi decreti che condannavano le leggi razziali, la donna fu catturata e portata ad Auschwitz, dove fu uccisa.

4) Angel of Death, Slayer: spostiamo questa volta il nostro orizzonte all’estero, parlando degli Slayer e della loro Angel of Death. E’ il primo brano del loro terzo album in studio, pubblicato il 1986. La canzone prende in analisi il tema della Shoah, soffermandosi, nello specifico, agli esperimenti chirurgici condotti dal dottor Josef Mengele su cosiddetti “pazienti-cavie” del campo di concentramento di Auschwitz. Il dottor Mengele era un celebre criminale nazista, soprannominato “angelo della morte”, per l’appunto. Macabre sono, infatti, le notizie che si riportano sui suoi esperimenti condotti sui pazienti, come cambiamenti di sesso, iniezioni di germi letali o operazioni senza anestesia. La canzone fu accolta molto bene dalla critica, secondo alcuni infatti si tratta del miglior prodotto mai offerto dagli Slayer.

5) Red Sector A, Rush: la realtà macabra della Shoah è trattata, nel migliore dei modi possibili, dai Rush nella loro Red Sector A. La canzone si ispira certamente alla realtà dei campi di concentramento, i cui contesti erano stati chiariti dalla madre di Geddy Lee, ma le immagini evocate dall’ascolto del brano potrebbero certamente applicarsi ad un qualsiasi contesto di prigionia. Tuttavia, il titolo della canzone, per quanto la stessa si ispiri a ben altro, rimanda a un’area di lancio della NASA. La canzone, del 1984, è presente nell’album “Grace Under Pressure”.

di Bruno Santini (Nefele)

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.