Slash’s Snakepit: La reazione all’album da parte di Axl Rose

La scena musicale tra gli anni ottanta e novanta era di facile dominio per i Guns N’Roses, band che godeva di un grandissimo seguito, anche grazie al frontman e unico membro fisso Axl Rose. A distanza di anni, l’ex manager dei Guns N’Roses Doug Goldstein ha svelato i retroscena di un avvenimento risalente al 1995, anno in cui Slash, chitarrista dei Guns, pubblicò con la sua nuova band (Slash’s Snakepit) l’album di debutto.



Gli Slash’s Snakepit

Gli Slash’s Snakepit sono una band formata dal chitarrista Slash, dal batterista Matt Sorum e il chitarrista Gilby Clarke (due membri dei Guns N’Roses), il bassista degli Alice in Chains Mike Inez e da Eric Dover alla voce. Per tutti i membri coinvolti si tratta di un side-project, ovvero un progetto parallelo ad uno più importante. Nel 1995, prima che Slash lasciasse ufficialmente i Guns, la sua band pubblicò l’album di debutto intitolato It’s Five O’Clock Somewhere. A quando pare nessuno aveva sensazioni positive sull’album in uscita, compresi Axl Rose e l’etichetta discografica Geffen Records.

La reazione di Axl Rose

Doug Goldstein ha raccontato qual è stata la reazione di Axl Rose per l’album del gruppo Slash’s Snakepit, in quello che fu il periodo più difficile per i Guns N’Roses:
<<Axl voleva che fosse un buon album. La verità è che gli avrebbe concesso un po’ di tempo per rilassarsi senza doversi concentrare sulla gestione dei Guns; avrebbe potuto avere di nuovo una vita almeno per un po’.>> Goldstein ha poi proseguito: <<Axl non voleva che l’album fallisse, direi il contrario. Voleva davvero che avesse successo. Da quello che ricordo, però, non credo che pensasse fosse un buon disco.>>

Durante quel periodo i rapporti tra Axl Rose e Slash si deteriorarono a tal punto che i due si parlavano appena. Fu in questo clima difficile che i due portarono avanti progetti paralleli a quello dei Guns N’Roses, con Slash che abbandonò definitivamente il gruppo nel 1996.



La reazione dell’etichetta discografica

L’etichetta discografica che lavorava con gli Slash’s Snakepit non sembrò molto entusiasta del lavoro di Slash. Secondo quanto riportato da Goldstein Tom Zutaut, Artist & Repertoire manager della Geffen Records, non voleva far conoscere la sua opinione negativa sull’album. Costrinse così lo stesso Goldstein a parlare con il chitarrista, con Zutaut che non voleva rilasciare l’album così com’era.

Goldstein finì per avere una conversazione con Slash, limitandosi a dire:
<<A livello di lirica, credo che dovresti rivedere alcune delle canzoni. Musicalmente mi piace, ma la casa discografica ha dei problemi con l’album>>

 

 

 



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Studente universitario, appassionato di cinema, scrittura e rock (hard rock soprattutto). Amante in particolar modo dei testi di Stephen King e dei Led Zeppelin. Articolista esperto nel raccontare storie o aneddoti, ma in grado di scrivere notizie di ogni genere e stilare classifiche.