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Slipknot, Corey Taylor: “non riuscivo ad esibirmi senza almeno un whiskey e cola”

Il rock e la dipendenza sembrano – sfortunatamente – andare a braccetto. Non a caso il motto di tutti gli artisti e le rockstar è sex, drugs & rock ‘n’ roll. Molti ci hanno perso la vita, molti sono finiti in rehab, molti ancora continuano ad abusarne pur avendone sperimentati i rischi. Kurt Cobain – iconico e leggendario frontman dei Nirvana – è finito nella spirale dell’eroina. Steven Tyler e Joe Perry – entrambi membri degli Aerosmith – erano soprannominati Toxic Twins. James Hetfield ha costretto i suoi Metallica ad annullare il tour a causa di una grave dipendenza da alcol. La lista potrebbe proseguire all’infinito. Ci sono però anche moltissimi altri artisti che sono riusciti ad allontanarsi da questa abitudine auto-distruttiva e ad ergersi come esempio per gli altri. Uno tra tanti Corey Taylor – frontman mascherato degli Slipknot – che ha recentemente parlato del suo pericoloso passato.

Gli Slipknot oggi

Il 16 Marzo 2019 gli Slipknot hanno annunciato il loro sesto album in studio – dopo 5:The Gray Chapter del 2014 – dal titolo We Are Not Your Kind. Da allora la band capeggiata da Corey Taylor ha rilasciato tre singoli con relativi videoclip. Il primo Unsainted, poi Solway Firth il 22 Luglio 2019 e infine Birth of the Cruel il 5 Agosto. We Are Not Your Kind ha fatto il suo debutto ufficiale il 9 Agosto successivo – e ha dalla sua già un primato. E’ infatti il primo lavoro in studio degli Slipknot senza lo storico percussionista Chris Fehn. Il musicista è stato allontanato nel Marzo del 2019 a seguito di alcune controversie legali nei confronti di Corey Taylor e Shawn Crahan. Al suo posto è subentrato un nuovo membro denominato Tortilla Man dai fan – a causa della maschera da lui indossata – e la cui identità è sconosciuta.

La musica e le dipendenze

In una recente intervista per il podcast Marshall, Corey Taylor – iconico frontman degli Slipknot – ha affrontato il delicato problema degli abusi nel mondo del rock. Ha condiviso con il pubblico anche il proprio passato con l’alcol. “Credo [che questo comportamento] sia incoraggiato dalle persone che ne sono dipendenti – ha detto Taylor – vogliono che gli altri credano che è difficile creare senza sostanze. E questo è il linguaggio della dipendenza, perché lo usavo anche io”. Il frontman degli Slipknot non ha avuto problemi ad ammettere il suo passato da alcolista e la sua difficoltà nell’uscire da quel tunnel auto-distruttivo. “Ero convinto che non sarei riuscito ad esibirmi senza un whiskey e colaalmeno uno…che poi diventavano due. E poi metà bottiglia. Quella è dipendenza”. 

Corey Taylor parla del processo creativo

Corey Taylor – cantante e frontman degli Slipknot – crede che certi miti sulle dipendenze siano perpetrati dai tossicodipendenti stessi, per giustificare il proprio problema. “Sono andato ubriaco in studio solo due volte ma non mi è piaciuto per niente. Non riuscivo a controllare nulla”. Taylor non se la sente di giudicare gli altri per le proprie scelte ma vuole demistificare questo modo di ragionare. “Non devi essere ubriaco per creare. Non devi essere ubriaco per divertirti – ha continuato il frontman degli Slipknotanzi credo che uno canti meglio, suoni meglio e abbia più energia quando non lo è. Perché dopo il centro sei tu. Non ci sono più scuse. Sei tu, e questa è l’essenza di ciò che facciamo”. 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.