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Slipknot, Corey Taylor: “Se non fosse stato per la mia casa discografica, sarei entrato nei…”

Corey Taylor ha fatto la storia degli Slipknot e con gli Slipknot, in virtù di un processo artistico e sociale che ha portato lo statunitense a ottenere grande celebrità, insieme alla formazione statunitense; allo stesso tempo, però, il leader della band in questione ha in più occasioni chiarito che i suoi orizzonti artistici sarebbero potuti essere differenti nel corso della sua carriera, a causa di alcuni accadimenti nello specifico che potevano condizionarlo in modo incredibilmente differente rispetto alla realtà che l’ha visto come protagonista. Vogliamo, in questa sede, parlarvi di alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso Corey Taylor, e relative alla possibilità di suonare con una formazione diversa dagli Slipknot. Peccato che, purtroppo o per fortuna, la sua casa discografica si è opposto a questa possibilità.

Corey Taylor e la sua possibilità di unirsi agli Anthrax

La formazione in questione è quella degli Anthrax, e ha portato lo stesso Corey Taylor a parlare della possibilità di unirsi alla band in questione, contrariamente a quale fosse, invece, il progetto della sua casa discografica, che si oppose alla possibilità in questione. Lo statunitense ne ha parlato nello specifico della sua intervista, spiegando: “Era qualcosa di cui non avevamo parlato molto a lungo. Era solo qualcosa di cui avevamo parlato di fare solo apparentemente come una tantum, ma stavamo per vedere cosa sarebbe potuto succedere. Così siamo scesi, abbiamo cenato, abbiamo fatto uno spettacolo acustico. E poi, eravamo tutti semplicemente usciti, e la frase quasi scherzosa è stata buttata pronunciata, ‘Ehi, non sarebbe bello se tu unissi agli Anthrax? E abbiamo riso tutti, e poi ci siamo fermati. E abbiamo detto tutti, “Hmmm. Potrebbe essere interessante”.

Lo statunitense ha continuato spiegando: “Era un progetto tra Joey e John [Bush], quindi tutto era un po’ nell’aria. Era un qualcosa che veniva prima – come si chiamava? – di Dan [Nelson]. E ne abbiamo parlato di più e di altro ancora, ed era qualcosa che mi piaceva davvero tanto. Mi hanno mandato un sacco di musica, la maggior parte della quale è finita su Worship Music [2011] – fortunatamente, perché la musica era così buona”. 

Tuttavia, la possibilità non si è concretizzata: “Non è stato registrato nulla, perché il giorno in cui avrei dovuto volare a Chicago per provare e iniziare a fare demo con Scott e con Charlie [Benante] , ho ricevuto una telefonata da Roadrunner [Records] che mi diceva che non me lo avrebbero lasciato fare. Volevano che tornassi indietro e facessi [il disco degli Slipknot del 2008]  All Hope Is Gone , perché [eravamo] ancora sotto contratto per fare un altro album degli Slipknot, e non mi avrebbero concesso il margine di manovra. So anche che quelle persone sono ancora alla Roadrunner, ad essere onesti. Ma so che hanno fatto schioccare la frusta e sono stati davvero hardcore”. 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.