Spot rock: canzoni famose all’interno delle pubblicità

Quali sono gli spot rock più famosi?

Ogni giorno è il giorno giusto per parlare di musica. Soprattutto perché ogni giorno c’è un disco, un brano storico, l’anniversario di qualche band o cantante famoso da commemorare. Oggi 16 Luglio, ma di 49 anni fa, i Beatles incidevano due noti pezzi dell’album Abbey Road, Something e Here Comes The Sun. Quest’ultimo, brano del ‘69 dunque, vide la composizione di un George Harrison molto provato dopo le infelici registrazioni di White Album e Let it be; inoltre, lo si ritrovò anche in possesso di marijuana. Nella primavera di quell’anno Harrison si trovava a casa dell’amico e musicista Eric Clapton e, mentre i due si riposavano sotto il sole in giardino, ebbe l’ispirazione che portò alla stesura di Here Comes The Sun. Al di là delle peculiarità tecniche e delle curiosità che circondano il brano e i Beatles stessi, uno dei motivi per cui la canzone è conosciuta anche dai profani del genere è per essere la colonna sonora della pubblicità di Allianz Assicurazioni. Chiunque, almeno una volta nella vita ha visto tra i noti “spot rock” e magari si è chiesto di chi fosse la canzone.

Here Comes The Sun e lo spot di Allianz Assicurazioni

Sicuramente non è il caso del gruppo britannico, che deve la propria fortuna a bel altro che non sia una pubblicità commerciale, ma forse molte persone hanno avuto occasione di ascoltare per la prima volta Here Comes The Sun proprio guardando la tv e lo spot rock di Allianz Assicurazioni. L’interesse di questo articolo nasce appunto dalla scoperta di famosi pezzi che hanno accresciuto la loro notorietà anche grazie all’utilizzo in spot pubblicitari. Oltre al già citato Here Comes The Sun dunque, di seguito vedremo quali sono gli spot rock più famosi:

She’s a Rainbow e lo spot di Sony

I Rolling Stones firmano, con il loro brano She’s a Rainbow, lo spot rock di Sony 2007. Incluso nell’album del 1968, Their Satanic Majesties Requests; questo brano non venne apprezzato molto all’epoca della sua uscita ma fu scelto dalla Sony per pubblicizzare i propri televisori. Scelta felice per quel prodotto tecnologico, date le atmosfere psichedeliche e le esplosioni di colore continue del video.

People are People e lo spot della Golf

Nel 2013 esce lo spot rock della Golf firmato Depeche Mode, che fanno da sottofondo alla pubblicità con la loro People are People. Inizialmente il brano rimbalza nelle voci delle varie persone che compaiono nel video, per poi culminare come pezzo alla radio, mentre compare proprio il frontman e cofondatore della band, Dave Gahan, alla guida delle vettura.

I don’t wanna miss a thing e lo spot dell’Amaro Averna

L’Amaro Averna riesce ad aggiudicarsi come colonna sonora del suo spot la famosissima I don’t wanna miss a thing degli Aerosmith nel 1999. Forse ultima, grande ballata del gruppo capitano da Steve Tyler e forse sprecata per la pubblicità di un liquore, la canzone si rende giustizia da sola e si ha almeno il piacere di riascoltarla durante il video.

Wherever you will go e lo spot della Mulino Bianco

Concludiamo con un gruppo alternative rock che ha avuto una vera esplosione di notorietà; tant’è che c’è stata la perdita nella dimenticanza, lasciando dietro di sé un altro famosissimo brano conosciuto pressoché da tutti. Parliamo dei The Calling e della loro Wherever you will go. Nel 2002 la Mulino Bianco sceglie questo brano come colonna sonora del suo spot, confermando la volontà del brand di creare pubblicità che fossero quasi piccoli cortometraggi, con un attenzione particolare alla musica.

Una seconda vita grazie agli spot rock?

Il dato di fatto è uno: molte canzoni hanno ricevuto linfa vitale e forse anche una seconda vita grazie proprio a spot pubblicitari come questi. Canzoni di cui ci si era dimenticati o che non erano state capite come meritavano al momento della loro uscita sul mercato. Ma se si guarda la questione da una prospettiva più romantica e fedele allo spirito della musica, si può forse biasimare la deriva consumistica di pezzi che erano nati per essere cantati e ascoltati dal pubblico. Una canzone non è più un’opera d’arte a tutto tondo se viene usata come sottofondo ad un altro prodotto, di qualsiasi natura esso sia, e certo forse perde un po’ della sua essenza e del suo significato.

Share

Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.