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Steve Vai: “Ecco qual è la cosa più strana che ho fatto sul palco”

Durante un recente episodio del consueto appuntamento sul profilo Facebook di Steve Vai, intitolato Alien Guitar Secrets; nel corso del quale, il leggendario chitarrista svela alcuni particolari finora rimasti inediti della sua carriera e risponde alle domande dei fan, questi ha parlato della cosa più singolare e strana che abbia mai fatto sul palco con la chitarra per intrattenere il pubblico.

Steve Vai ha spiegato di aver ripetuto il numero, occasionalmente, in determinati concerti; in particolare, durante le esecuzioni live di Bad Horsie e della jam Dancing In The Abyss. In realtà, Steve Vai è stato indotto a parlarne da una domanda di un suo appassionato che chiedeva: “Quando hai eseguito Bad Horise all’Astoria, hai cominciato a far volteggiare la chitarra dietro la testa, come hai fatto ad ottenere quei suoni mentre muovevi lo strumento?.

All’ottima domanda, Vai ha risposto ironicamente dicendo: “In realtà, è un segreto. Il numero per intero, però, proviene da una mia fantasia personale. Vedevo me stesso sul palco, per essere precisi, mi limitavo a vedere una figura che, dal vivo, eseguiva movimenti del tutto innaturali con il suo strumento. Per me, era come un mago mentre la chitarra si librava nell’aria.

“Metto in scena il numero due volte dal vivo – ha continuato – La prima, come hai detto, con Bad Horsie, la seconda, durante Dancing In The Abyss. Si tratta di una digressione live di The Murder. L’ho fatto per la prima volta durante il tour di Where The Wild Things Are. Ho visualizzato ogni singolo movimento.

Il segreto della pulizia della chitarra nel numero di Steve Vai

Successivamente, Steve Vai ha rivelato i motivi per i quali, nonostante la chitarra si muova libera dietro la sua testa, i suoni siano puliti ed armonici: “Ciò che proviene dalla chitarra in quelle circostanze è, praticamente, incontrollabile. La chitarra elettrica è uno strumento che, ad alti volumi, sa essere molto rumorosa. Quindi, quello che si sente nei video, non riflette i suoni udibili realmente dal vivo. Cerco di trasformare il risultato del mio numero in una melodia in linea con la base attraverso le sovra incisioni. Anche se non lo faccio in ogni singolo frame, dal vivo non ascolteresti mai una chitarra così armoniosa, vista la situazione in cui viene messa”.

“Quando la chitarra va in feedback – ha aggiunto – le note che ne vengono fuori sono molto particolari. La parte divertente di essere sul palco è che l’arte coinvolta non è solo uditiva. Anche l’occhio vuole la sua parte e regalare uno spettacolo di libertà è la mia prerogativa quando propongo Dancing In The Abyss”.

Steve Vai ha proseguito definendo la sua idea di arte quando si trova sul palco, spiegando: “Sebbene sembrerebbe che stia barando e che usi degli strani trucchi dal vivo, in realtà, la mia prerogativa è regalare uno show perfetto sotto ogni punto di vista. La preparazione che si cela dietro i miei concerti è inimmaginabile. Pianifico tutto nei minimi dettagli. Dancing In The Abyss è la mia idea di arte in movimento, non l’archetipo di una canzone strumentale”.

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)