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Steve Vai: “Ecco perché abbandonai la band di Frank Zappa”

In tantissime occasioni abbiamo avuto modo di sottolineare come la storia del rock sia caratterizzata da scelte, oltre che da quelle che potremmo quasi definire come sliding doors. Nello specifico, alcuni accadimenti portano a pensare a come delle scelte siano determinanti, avendo degli effetti molto spesso incredibili nella storia della musica. Ascoltare Steve Vai, ad esempio, è dettato dalla conoscenza di un certo tipo di musica, che ha avuto la sua origine e la sua ispirazione, oltre che le sue modalità di compimento: eppure, basti pensare che Steve Vai era presente all’interno del contesto di Frank Zappa e della sua band, prima di scegliere l’abbandono definitivo. Ma perchè ciò accadde? E’ stato lo stesso chitarrista a spiegarlo in una sua intervista, che vi citiamo all’interno del nostro articolo.

Perchè Steve Vai ha abbandonato la band di Frank Zappa?

L’abbandono di Steve Vai della band di Frank Zappa è stato, senza dubbio, un tratto caratterizzante della storia della musica. Il chitarrista ha spiegato, nel corso di una nuova intervista, perchè ha abbandonato la band, con le seguenti parole: “Beh, stavo facendo ‘Flex-Able’ mentre lavoravo con Frank. E mentre lavoravo con Frank, sapevo che non sarebbe stata una carriera che durasse tutta la vita, perché Frank non lo fa e non potevo vedermi come sideman per il resto della mia vita, con Frank. Mi piaceva molto quando ero lì con lui. E’ stata un’esperienza incredibile”.

Più nello specifico, Steve Vai ha spiegato anche le dinamiche dell’abbandono stesso: “Beh, ho iniziato a lavorare con Frank quando avevo 18 anni, trascrivendo musica, e poi a 20 anni sono entrato nella band e ho fatto un tour e ho registrato con lui per tre anni. L’ultimo spettacolo dell’ultimo tour dell’82 è stato a Palermo, in Sicilia, e c’è stata una rivolta e tre ragazzi sono stati uccisi. Frank, poi, ha detto a tutti: ‘Ho finito di fare il tour’. Questo è tutto. Non sono più in tour”. Per due anni si è seduto nel suo studio e ha costruito un po’ di musica per clavicembalo. Quindi, sai, non volevo aspettare che Frank andasse di nuovo in tour. Dovevo uscire e muovermi. Mi sentivo così rinvigorito dal lavorare con lui, e la sua influenza era così evidente e così potente su di me, che ho iniziato a sperimentare le cose che stavo imparando da Frank e che sono diventate “Flex-Able”.

E ancora: “Poi il desiderio del rock ‘n’ roll mi prudeva di nuovo, ed è stato allora che Alcatrazz cercava un chitarrista [dopo la partenza di Yngwie Malmsteen] e così ho fatto più o meno così. È stato fantastico, ho avuto modo di tirare fuori la mia vena metal. Poi, quando è arrivato il concerto con [David Lee] Roth, stavo lavorando a ‘Passion & Warfare’ [anni ’90] e ho dovuto accantonarlo. Ma il desiderio era sempre in sottofondo, anche quando ero in tour e registravo con Roth. Poi, alla fine, è arrivato il momento di compiere il grande passo, e ho dovuto farlo”.

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.