Syd Barrett: 10 curiosità che non sapevi sul leader dei Pink Floyd

Il 6 Gennaio del 1946 (esattamente 72 anni fa) nasceva, a Cambridge, Roger Keith Barrett, fondatore e leader (fino al 1968) dei Pink Floyd. Il genio musicale di Barrett, avvolto dalle numerose problematiche che l’hanno colpito in vita, ha influenzato artisti del calibro di David Bowie e Jimmy Page. Sull’inglese sono state scritte numerose biografie, che molto hanno riflettuto sulla sua persona e sul suo, sicuramente molto particolare, personaggio. In questo settantadueesimo anniversario della sua nascita, abbiamo deciso di ricordarlo elencando le dieci curiosità che lo riguardano:

1) Iniziamo con il suo soprannome: Roger Barrett era conosciuto essenzialmente come “Syd”, soprannome che gli fu dato da alcuni amici quando, all’età di 14 anni, si avvicinò Risultati immaginiprepotentemente alla musica, iniziando a suonare la chitarra folk (anche se prima della chitarra suonò il banjo). Insieme ad un suo amico, Josh Gordon, conobbe un batterista locale di nome Sid Barrett. I frequentatori del locale dove suonavano Barrett e compagni chiamavano entrambi i Barrett “Sid”, pur differenziando i due: e così Roger divenne “Syd”. Non fu, tuttavia, l’unico soprannome che gli fu dato. La sua ragazza (Libby Gausden, con cui ebbe una relazione fino al 1964), innanzitutto, lo chiamava “Rog”, semplicemente abbreviando il suo nome. I suoi amici lo chiamavano anche “Syd the Beat”, “Syd-Knee” e “Sydernee”.

2) I suoi primi problemi iniziarono nella sua fase adolescenziale: suo padre, Arthur Max Barrett (che nel tempo libero suonata nella Cambridge Philarmonic Society) morì un mese prima che Syd compisse 16 anni. Inoltre, dai suoi 14 nella Cambridge stessa iniziarono a circolare nuovi tipi di droga, come speed, cannabis ed LSD, che naturalmente l’inglese sperimentò. In particolar modo, il nativo di Cambridge faceva abuso di marijuana, così come è testimoniato nelle lettere che inviava alla sua ragazza londinese, che, per questo motivo, lo lasciò,

3) In un’intervista, il polistrumentista britannico ironizzò sul nome della band da lui fondata, rispondendo, alla domanda “chi le ha suggerito il nome Pink Floyd?”, “gli alieni!”. In realtà, il nome ideato da Barrett nel 1965, deriva da quello dei suoi due bluesman preferiti: Pink Anderson e Floyd Council, entrambi statunitensi. Pink e Floyd erano anche i nomi dei sue due gatti. In un primo momento, la band doveva chiamarsi “Pink Floyd Sound”, successivamente il nome fu abbreviato. Passo successivo per Barrett fu il “furgone Floyd”, con il quale avrebbero trasportato l’attrezzatura: egli stesso si occupò di dipingere il nome della band con vernici nera e rosa.

4) Il primo crollo psicologico di Barrett fu notato da Boyd, a cui i Pink Floyd si riferirono quando, per promuovere il loro primo LP, si presentarono all’UFO Club. Boyd sottolineò che, mentre gli altri membri erano abbastanza allegri e scherzosi, Syd guardava nel vuoto e con gli occhi quasi stanchi, come se nella stanza non ci fosse nessuno. Gli atteggiamenti di Barrett iniziarono a peggiorare, anche per un’esibizione quasi forzata dello stesso, che si presentò, ad esempio, in una trasmissione (Top of the Pops) in pigiama, mentre la settimana successiva addirittura rifiutò l’invito, dicendo che se non ci era andato John Lennon, non aveva motivo per farlo lui.[nextpage title=”Pagina 2″]

5) Alcune testimonianze raccolte parlano di una visita di Barrett agli altri membri della band, il 5 giugno 1975, negli studi di “Abbey Road”. I Pink Floyd stavano registrando “Wish You Were Here”, concept album tra l’altro a lui dedicato, quando il nativo di Cambridge si presentò agli studi completamente irriconoscibile agli occhi dei suoi ex compagni: obeso, calmo e senza sopracciglia, chiese – quasi ignaro di quanto fosse successo – quando avrebbe dovuto registrare la sua parte di chitarra. Waters, che non riuscì a trattenere le lacrime, fu costretto a rifiutare la proposta di Syd, dicendogli che tutte le parti di chitarra erano già state completate.

6) Per molti, i problemi di cui Syd Barrett soffriva in vita sono stati etichettati semplicemente come “malattia mentale”. In realtà, per ben definire la natura di questi problemi, sono  state avanzate molte ipotesi; secondo una delle quali probabilmente Barrett soffriva di una semplice forma di epilesia che provocava rari attacchi (tesi sostenuta anche dal successivo frontman dei Pink Floyd, David Gilmour) e crisi parziali. Epilessia che, però, dato l’utilizzo di droghe e allucinogeni e date le luci del palco, si sarebbe amplificata. Secondo altre versioni, invece, soffriva di schizofrenia o bipolarità. Un’ultima ipotesi, di recente formulazione, vedeva il britannico soffrire di sindrome di Asperger, una forma imparentata all’autismo che non compromette intelligenza e comprensione.

7) I due album da solista del polistrumentista sono “The Madcap Laughs” e “Barrett”. In particolar modo il primo, per il quale hanno contribuito anche Roger Waters e David Gilmour, ha una copertina molto emblematica: realizzata dallo studio fotografico Hipnosis, ritrae Syd nella sua camera che egli stesso dipinse con strisce arancioni e viola, spostando tutti i mobili e gli strumenti. La ragazza sullo sfondo era la fidanzata di Syd, che, racconta il fotografo, quando era il momento di scattare le foto per la copertina, era nuda in cucina.

8) Negli ultimi anni di vita, Syd Barrett tornò a vivere a Cambridge insieme alla madre. Quando questa morì, restò solo e del tutto lontano dalla sua vita precedente. Anche i suoi compagni di band non lo contattatono più. Si dedicò esclusivamente alla pittura, passione che coltivava fin da adolescente, dipingendo secondo uno stile astratto e a tratti incomprensibile, e al giardinaggio. David Gilmour giustificò l’abbandono dicendo “eravamo così impegnati in quella fase della nostra carriera che, sì è vero, lo abbiamo abbandonato”.

9) Quando Syd vide il documentario a lui dedicato, “Syd Barrett: Crazy Diamond”, programmato dalla BBC nel novembre del 2001, commentò con tre semplici parole: “è troppo rumoroso”, disse il diamante grezzo che, al tempo, si trovava a casa di sua sorella Rosemary che lo accudiva. Effettivamente, a causa dei suoi disturbi, non riusciva a sopportare neanche l’effetto sonoro del documentario che lo riguardava.

10) Syd Barrett morì il 7 luglio del 2006. Le cause della morte sono dibattute, anche se l’ipotesi più quotata è quella di un tumore al pancreas che l’avesse portato ad avere delle complicazioni con il diabete. La notizia fu resa pubblica il 9 luglio dello stesso mese, e, il giorno successivo, Roger Waters (che già il 2005 aveva omaggiato il compagno dicendo “Comunque, stiamo facendo questo per tutti coloro che non sono qui. In particolare, naturalmente, per Syd.”), ricordò Barrett mostrando, durante l’esibizione di Wish You Were Here, immagini del britannico su maxischermo

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.