gtag('config', 'UA-102787715-1');

Technicolor Dream: la storia delle 14 ore più misteriose e leggendarie nella storia del Rock

In quest’articolo, abbiamo deciso di ricordare un momento topico nella storia del Rock classico. Quella del Technicolor Dream fu una delle notti più selvagge, misteriose e, oltre modo leggendarie della cultura contemporanea. Il Technicolor Dream vide alternarsi, tra i suoi ospiti, alcune personalità di spicco della scena musicale degli anni ’60 che, ben presto, avrebbero scolpito i loro nomi nell’eternità. Parliamo di artisti immensi come John Lennon e Pink Floyd. Anche Yoko Ono era tra i presenti, ma non aveva ancora iniziato la sua relazione con Lennon.

Gli artisti che si esibirono al Technicolor Dream

Nella scaletta di artisti straordinari che presero parte al Technicolor Dream, figuravano i nomi di Soft Machine e Yoko Ono, ad esempio. Ciò che rese il festival memorabile, però, fu la partecipazione della band psichedelica del momento, i Pink Floyd. All’epoca, il gruppo era ancora capitanato da Syd Barrett e propose un sound unico, ricco di sfaccettature e caoticamente variegato. I Pink Floyd arrivarono sul palco alle 5, regalando uno show a dir poco strabiliante ai presenti. La straordinaria riuscita del live dei Pink Floyd provenne, ampiamente, dallo spettacolo d’arte visiva proposto sui tappeti melodici creati dalla band. Anche l’esibizione di John Lennon fu delle più memorabili. All’epoca, la colonna portante dei Beatles stava vivendo il picco delle sue esperienze con l’ LSD e, questo, influenzò in modo particolare la sua opera d’autore.

Quella del Technicolor Dream fu un’esperienza indimenticabile. Una testimonianza profondamente tangibile del movimento hippy britannico. In poche parole, il festival fu un successo in termini di presenze. In molti, sostengono fermamente che, tra il pubblico, ci fossero personalità leggendarie come quella di Jimi Hendrix. Sebbene non sia mai stata accertata la veridicità di tale affermazione, va comunque detto che il Technicolor Dream registrò un numero di spettatori straordinario; sebbene, il festival, si rivelò un flop in termini finanziari; tanto che, l’International Times trovò ben presto il suo epilogo.

 

Share

Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)