gtag('config', 'UA-102787715-1');

Temple of the Dog: la nascita della band dall’incontro di Vedder e Cornell

Nel 1990 Andrew Wood, conosciuto ai più come il cantante dei Mother Love Bone, muore tragicamente per una overdose di eroina, decretando la fine del proprio gruppo musicale.Quello che forse molti ignorano è il fatto che Andrew fosse grande amico e compagno di stanza di Chris Cornell, che in suo onore decise di fondare quello stesso anno una nuova band, I Temple of the Dog, assieme a due ex componenti dei Mother Love Bone: Stone Gossard e Jeff Ament.L’intenzione di Cornell era quella di registrare due suoi pezzi per realizzare un singolo, ma a Say Hello 2 Heaven e Reach Down, durante le prove, si aggiunsero così tante nuove canzoni da spingere il gruppo a considerare l’idea di un album completo.

Grazie al contributo di nuovi membri, come il batterista dei Soundgarden, Matt Cameron, e il futuro chitarrista dei Pearl Jam, Mike McCready, il 16 Aprile del 1991 venne pubblicato Temple of the Dog, titolo omonimo della band. Nonostante il gruppo sia rimasto insieme per soli due anni, dal 1990 al 1992, merita sicuramente rispetto per la sua natura di elemento di transizione, il passaggio necessario e fondante di due delle più importanti band grunge della storia: I Soundgarden e i Pearl Jam.Difatti anche Eddie Vedder, futuro frontman di questi ultimi, si unì ai Temple of the Dog, duettando con Cornell in Hunger Strike e cantando i cori di Pushin’ Forward Back, Your Savior e Four Walled World.L’album ricevette delle buone recensioni ma non ebbe il successo che ci si aspettava, se non dopo la pubblicazione di Ten dei Pearl Jam nel 1992

Anche le esibizioni dal vivo furono numericamente scarse: a Seattle nel 1990, alla manifestazione Foundation Forum nel 1991 e al festival Lollapalooza nel 1992 non fu ottenuto il successo sperato.Durante un concerto dei Pearl Jam, nel 2003, Eddie Vedder chiamò sul palco Chris Cornell per eseguire assieme Hunger Strike, sottolineando come il cantante dei Soundgarden non fosse soltanto suo amico (ma anche suo mentore) e quale profondo impatto avesse avuto sulla sua visione della musica e dell’amicizia.Temple of the Dog rappresenta sicuramente l’essenza del genere grunge così come esso era nato e viveva nella Seattle di quegli anni.Il futuro successo dei Soundgarden e dei Pearl Jam è evidente anche solo ascoltando Hunger Strike, in cui i talenti dei loro frontman si arricchiscono e completano a vicenda

Su una base bassa, calda e graffiante creata dalla voce di Vedder si inserisce prepotentemente il grido alto di Cornell, come una lama affilata e gelida, che gli fa da controcanto nel ritornello.Il dialogo delle loro voci è opposto ma complementare; al primo, che crea un’atmosfera grave e cadenzata, risponde il secondo con il sound lacerato e ruvido del grunge.
A proposito di Hunger Strike Cornell disse: “Volevo esprimere la gratitudine per la mia vita ma anche il disprezzo per la gente che non si accontenta, che vuole sempre di più. A volte sembra che non ci sia altro modo di avere molto più di ciò di cui hai veramente bisogno che rubarlo ad altri che non potrebbero permettersi di dartelo. La canzone parla di come i ricchi si approfittano di chi non ha niente“.

Il brano è significativo sotto molteplici punti di vista:è una critica aspra alla guerra e al divario tra i paesi ricchi dell’Occidente e quelli poveri dell’Oriente; è l’ultimo pezzo ad essere stato inciso per l’album Temple of the Dog, perché Cornell odiava i numeri dispari e quindi scrisse quello che ne sarebbe diventato il decimo brano; è la prima incisione di Eddie Vedder su un disco ufficiale, il giorno stesso in cui da Seattle volò a San Diego per il provino di una nuova band: i futuri Pearl Jam.Sicuramente il successo di questo supergruppo non può essere paragonabile a quello che hanno avuto poi i Soundgarden e i Pearl Jam, anche e soprattutto per la breve attività della band: ma c’è veramente bisogno di spiegare per quale motivo ha avuto un’importanza fondamentale nella scena grunge degli anni ’90?

Oltre ad aver dato respiro e profondità al talento senza precedenti di Chris Cornell, cosa sarebbe successo se egli non avesse conosciuto e influenzato radicalmente anche la vita di Eddie Vedder?
L’incontro e l’incrocio delle loro esistenze, delle loro visioni sulla vita e sulla musica hanno avuto un ruolo fondamentale nella maturazione dei Soungarden e nella nascita e futura crescita dei Pearl Jam, così come li conosciamo e li ascoltiamo ancora oggi.

articolo di Giulia Prosperini per R3M.IT

 

Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.