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The Who, Roger Daltrey: “Pete Townshend non distruggeva davvero le sue chitarre”

Gli Who hanno scritto alcune delle pagine più brillanti nel grande libro della storia del Rock. Da molti definiti come i precursori dell’Hard Rock, prima ancora che i Led Zeppelin vedessero gli albori, cambiando per sempre il volto della musica, gli Who erano soliti proporre i loro brani, feroci come nient’altro all’epoca, attraverso esibizioni mirabolanti, dal carisma esplosivo. La storia della musica contemporanea pullula di gruppi e artisti che, dal vivo, riuscivano ad incantare platee oceaniche attraverso manifestazioni d’estro e dissolutezza ai limiti del verosimile. La leggenda degli strumenti distrutti sul palco e delle coreografie ipnotiche, comunque, affonda le radici nell’esuberanza travolgente di Pete Townshend, Roger Daltrey, John Entwhistle e Keith Moon.

I fan degli Who sono sempre stati orgogliosi delle attitudini aggressive e furiose dei loro beniamini, ma nel corso di un’intervista rilasciata di recente da Roger Daltrey per l’How to Wow Podcast, l’ormai ex cantante degli Who ha disilluso le convinzioni dei milioni di fan della band in tutto il mondo.

Durante il colloquio, infatti, l’esplosivo frontman degli Who, Roger Daltrey, ha rivelato che, nei suoi momenti di brada adrenalina, Pete Townshend non distruggesse davvero le sue chitarre. In realtà, l’atto di fare a pezzi gli strumenti veniva praticato sul serio dal leggendario eroe della sei corde; tuttavia, il metodo di distruzione era studiato nei minimi particolari, affinché le chitarre potessero essere riparate e riutilizzate perfettamente esibizione dopo esibizione. In quest’articolo, abbiamo riportato le parole di Daltrey in merito.

Roger Daltrey: “Pete Townshend non distruggeva le chitarre irreversibilmente”

A dispetto delle rivelazioni di Daltrey, quando il chitarrista degli Who lanciò il suo marchio di fabbrica, distruggendo la sua Rickenbacker alla Railway Tavern di Harrow, nel settembre del 1964, l’atto fu reale. Pete, incollerito dal pubblico per la goliardia con cui assistette all’esibizione; fece a pezzi lo strumento, dando inizio ad una pratica simbolo della storia del Rock. Quando Pete Townshend si accorse dell’efficacia dell’atto, lo rese comune in tutte le esibizioni degli Who; studiando un modo per rendere gli strumenti riparabili, spiegato oggi da Roger Daltrey.

L’iconico frontman, infatti, ha rivelato: “Dopo aver fatto a pezzi le chitarre, bastava incollare le parti del corpo frantumate. L’importante era non recare danni al manico. Non fraintendetemi, non erano chitarre finte o preparate apposta. Si trattava di strumenti reali, ma studiammo i suoi movimenti nei minimi particolari, affinché, dopo gli show; le chitarre potessero essere rimesse insieme ed utilizzate in quelli successivi. Non importava se presentassero fori o lesioni di sorta. L’importante era che la zona interessata dal ponte, il capotasto e le corde, non venisse compromessa.

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)