gtag('config', 'UA-102787715-1');

Thom Yorke sulla morte dell’ex compagna Rachel Owen: “Il dolore è stato indescrivibile”

La morte di Rachel Owen è stata sconvolgente nella vita di Thom Yorke che, in una nuova intervista, ha dichiarato di aver reagito in modo incredibile. Accanto al dolore che ha provato a seguito della donna, sono stati tanti i problemi che il frontman dei Radiohead ha dovuto affrontare, soprattutto in merito ai suoi figli. Vogliamo riportarvi parte delle parole del cantante, che si è aperto senza limiti a Desert Island Discs.

La morte di Rachel Owen e il dolore di Thom Yorke

Nonostante Thom Yorke e Rachel Owen si fossero separati prima della morte della donna, il dolore che il frontman dei Radiohead ha provato dopo la sua morte – avvenuta per cancro nel 2016 – è stato incredibile e, soprattutto, indescrivibile. I due si sono conosciuti all’Università di Exeter e insieme hanno condiviso 23 anni di relazione, avendo anche due figli, Noah e Agnes.

La donna, artista e docente all’Università di Oxford, ha trovato una tragica morte nel 2016 per cancro, dopo che i due si erano separati un anno prima. Il dolore di Thom Yorke è stato indescrivibile, secondo una sua stessa ammissione: “Quando è morta la mamma dei bambini, è stato un periodo molto difficile da attraversare. È stato molto difficile. Ha sofferto moltissimo e la mia ambizione è stata quella di assicurarci che tutto si risolvesse per il meglio, e spero sia quello che sta succedendo.”

Il racconto di Thom Yorke dopo la morte della sua ex compagna

Thom Yorke è riuscito a superare il dolore dopo la morte della sua ex compagna grazie alla presenza di alcune persone fondamentali, che sono state in grado di supportarlo al meglio. Tra queste, la sua nuova compagna: “Sono fortunato ora perché ho una nuovo partner che è venuta e ha portato una luce in tutto ciò, che ha richiesto molta forza. E davvero se tutto va bene… se sono in grado di fare musica che esprima tutto ciò ed è ancora importante per le persone, è più di quanto io possa chiedere.”

Il supporto, però, è arrivato anche da parte di Michael Stipe, frontman dei REM. Il frontman dei Radiohead ha così dichiarato: “mi ha aiutato quando le cose sono andate male, quando le persone hanno iniziato a parlarmi come se fossi Gesù … per strada”. Infine, non è mancata l’affermazione sulla sua reazione dal punto di vista musicale: “Mi sono arrabbiato. Sono una persona estremamente arrabbiata. Ho più mania del controllo: misi le mani sul volante e mi sentii stanco, e non mi importava di chi facevo male o di quello che dicevo”.

 

Share

Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.