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Tom Morello: “Ecco perchè sono disgustato dai giovani di oggi”

In una recente intervista, Tom Morello ha avuto modo di parlare di quale sia la concezione del rock e della musica che si ha oggi, in un contesto musicale che sembra essere del tutto differente rispetto al passato. Il chitarrista si è scagliato particolarmente contro alcune categorie di giovani musicisti, che sembrano affrontare la realtà del sacrificio per diventare una rockstar nel mondo sbagliato, tentando di evitare qualsiasi problems; vogliamo citarvi le dichiarazioni di Tom Morello e di quale sia il suo reale pensiero nei confronti dei giovani di oggi.

Le dichiarazioni di Tom Morello

In merito a quanto abbiamo precedentemente affermato, Tom Morello ha avuto modo di parlare di quali sono le sue considerazioni e i suoi pensieri nello specifico dei ragazzi e dei giovani che non vogliono adottare quello spirito di sacrificio che potrebbe portarli a diventare delle rockstar. Utilizzando dei termini che, in qualche modo, potrebbero essere definiti come forti, il chitarrista ha affermato: “Sono disgustato dal fatto che molti giovani di questi tempi non siano disposti a sedersi e a provare la chitarra elettrica per otto ore al giorno. Sono tutti alla ricerca di un percorso più facile per diventare famosi.”

E ancora: “Guardate le 50 migliori canzoni della radio negli Stati Uniti, non ci sono assoli di chitarra. Vedo [il mio ultimo album solista, quello del 2018] ‘The Atlas Underground’ come un cavallo di Troia. Voglio che faccia eccitare una nuova generazione di ragazzini, [spronandoli] a suonare la chitarra”.

Che cosa ne pensa Tom Morello della musica rock?

Tom Morello ha avuto anche modo per parlare della musica rock in generale, e di quale è il suo pensiero specifico riguardo alla stessa. Nel dettaglio, quelle che seguono sono le sue parole: “È vero che l’hip-hop, il pop e l’R&B sono più popolari della musica rock di questi tempi. Ci sarà sempre un grande rock ‘n’ roll, ma non è più il genere dominante. Ma i tempi cambiano e le tendenze vanno e vengono. Il fatto è che il metal sarà ancora presente molto tempo dopo che gli altri generi sono andati e venuti. Certo, il suo livello di popolarità non è all’apice in questo momento, ma è una ragione in più per quelli di noi che ci credono per continuare a fare la musica che amiamo”.

E ancora, ha aggiunto: “In questo clima attuale, non esiste davvero un’industria discografica. Se arrivano nuovi Metallica o nuovi Rage Against The Machine, non c’è l’apparato per ficcarlo in gola al mondo che c’era 20 o 25 anni fa. La distribuzione della musica è molto più democratica. Tu, io e il tizio che cammina per strada, fuori, possiamo tutti fare un album sui nostri telefoni, possiamo tutti avere una pagina Facebook per metterlo in circolazione”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.