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Tra eccessi e dipendenze: tutte le rockstar vive per miracolo

La notizia secondo la quale Ozzy Osbourne avrebbe una mutazione genetica secondo la quale il suo organismo è più predisposto alla sopportazione di tutti quegli eccessi (e non parliamo soltanto di droga e alcol ma, secondo le narrazioni, anche di formiche e teste di pipistrello) che l’hanno caratterizzato in vita ha fatto sì che nel mondo del rock sorgesse un interrogativo necessario: e tutti gli altri come hanno fatto a salvarsi? Il mondo del rock vive quotidianamente narrazioni di questo tipo, nonostante la caratura sia differente, e tra sbronze, dipendenze da droga e alcol ed eccessi di ogni tipo, è difficile pensare ad una rockstar senza problemi di salute in questo senso. Ecco, allora, la narrazione di rockstar miracolate, che hanno raccontato di aver smesso di seguire una vita fatta di eccessi.

La vita di Steven Tyler e le dichiarazioni del leader degli Aerosmith

Tra le rockstar che più si sono lasciate andare agli eccessi non può mancare Steven Tyler; tutti conoscono lo stile di vita degli Aeromisth e dei suoi membri, oltre che le follie che li hanno visti come protagonisti. Stando a quanto dichiarato da Steven Tyler, sono ormai anni che la dipendenza da droga e alcol non è più un problema. In un’intervista, infatti, il cantante della hard ‘n’ heavy band statunitense ha chiarito la posizione.

Noi musicisti eravamo convinti che la strada per la saggezza fossero gli eccessi, ma le cose sono peggiorate negli anni ’80. – ha dichiarato Steven TylerStupidamente e ingenuamente, quando è capitato che un album non andasse bene come quello prima ho pensato che non avessi bevuto abbastanza. Il problema dell’uso di droga è che funziona all’inizio ma smette di funzionare alla fine. Ti butta giù. Si può finire solo in tre modi: in prigione, al manicomio o sotto terra”.

Joe Walsh non beve da 25 anni

Se la narrazione di Steven Tyler permette di avere un quadro piuttosto chiaro della situazione dipendenze, anche quella di Joe Walsh è molto preziosa come vera e propria testimonianza. Quella del membro degli Eagles potrebbe essere etichettata come pentimento, ma nulla vieta di pensare ad una presa consapevolezza che ha radicalmente cambiato la vita di una rockstar, non più in fermento nel seguire un modo di vivere logorante e distruttivo.

Sono riuscito a chiudere con questa cosa orribile – ha dichiarato Wolshho fatto cose folli, non avevo più nessun amico, mi sono persino scordato di essere un musicista e che suonavo la chitarra. Ho smesso di fare ogni cosa, mi sono isolato e mi sono chiuso dentro casa, dove avevo il mio piccolo universo di cui ero il sovrano. L’unica cosa che contava per me era non rimanere mai senza vodka e cocaina”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.