18 January, 2021, 00:09

Tutte le volte che Robert Plant ha rifiutato una reunion dei Led Zeppelin

Robert Plant non si fa sentire dal 2017, quando ha lanciato il suo album da solista Carry Fire. Tuttavia, in quella circostanza, in molti gli hanno chiesto se sarebbe tornato insieme ai suoi amati Led Zeppelin. Salvo rare eccezioni, il cantante britannico ha sempre respinto al mittente ogni richiesta di reunion insieme alla band che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Ecco alcune delle occasioni principali nelle quali l’artista si è rifiutato di tornare a suonare insieme ai Led Zeppelin.

L’impossibilità di tornare insieme dopo la morte di John Bonham

In occasione della sua prima intervista da solista, Robert Plant ebbe a che fare con la prima domanda su un’eventuale reunion con gli Zeppelin. Lui rispose senza mezzi termini: “La band è morta e sepolta. Dopo la morte di John lo abbiamo detto senza mezzi termini. Non possiamo far andare avanti le cose per il gusto di farlo. Senza Bonham è impossibile tornare insieme”.

Una totale distorsione della realtà secondo Robert Plant

Quindi, nel 1985, Robert Plant tornò a suonare con John Paul JonesJimmy Page in occasione del Live Aid. Tuttavia, il ricongiungimento era dovuto solo a motivi di beneficenza, senza alcun obiettivo di realizzare nuova musica. Nel frattempo, il cantautore si era abituato all’idea di proseguire da solista e la gradiva molto. “Essere nei Led Zeppelin”, affermò in quel periodo, “era come vivere in una boccia per i pesci rossi. La band era una macchina a moto perpetuo che aveva gettato nel caos i miei valori. Una vera e propria distorsione della realtà”.

Nessun bisogno di denaro

Nel 1986, Robert Plant tornò di nuovo a suonare con Page e Jones e arruolò il batterista Tony Thompson. L’obiettivo era quello di capire cosa si sarebbe potuto fare a circa un decennio dal primo scioglimento della loro band. L’esperimento non andò a buon fine, secondo quanto detto dallo stesso Plant a Rolling Stone nel 1988: “Jimmy ha dovuto cambiare il pedale della sua batteria ogni canzone e mezzo e se n’è voluto tornare a casa. Gli ho detto che non mi serviva il denaro e me ne sono andato”.

Il mancato legame con il se stesso di quindici anni prima

Nel 1990, Robert fu ancora interpellato riguardo alla possibile reunion con il suo gruppo. Qualche anno prima, aveva chiesto aiuto al suo amico Jimmy Page per due brani dell’album Now and Zen. Tuttavia, Plant non sentiva più alcun legame con ciò che era stato negli anni ’70. “Non potevo tornare quel mostro che ero, non mi sentivo a mio agio. Non mi riconosco nel ragazzo che aveva cantato nei Led Zeppelin, non sono più così”.

La scelta di rifiutare qualsiasi offerta economica

Come già accennato in precedenza, a Robert Plant l’aspetto economico non interessava minimamente. Nel 1993, gli chiesero ancora una volta se sarebbe tornato insieme agli altri colleghi della band. “Eravamo grandi. Avevamo superato il Guinness dei primati, ma non ho alcuna intenzione di suonare Immigrant Song ogni notte per il resto della mia vita. Non ce la farei”. Rifiutò anche offerte faraoniche in merito.

Un’età troppo avanzata

Quindi, nel 2002, Plant fu ancora una volta oggetto dell’ormai solita richiesta. Certo, negli anni ’90 realizzò due album insieme al caro amico Page, ma furono un’occasione di attrito con Jones. “Mi sono scusato e mi sono inginocchiato mentre John andava via. Gli ho chiesto se fossimo diventati troppo vecchi per tornare a suonare insieme. Lui mi evitò e se ne andò. Ma gli voglio sempre bene”.

Le varie richieste di una reunion negli anni 2010

Nel corso degli anni 2010, le richieste di reunion a Robert Plant non sono assolutamente mancate. Nel 2011, disse che un ricongiungimento lo avrebbe “mandato negli abissi barcollando”, entrando in una sorta di “loop infinito”. L’anno dopo, definì “stupido” un giornalista e ribadì il suo intento di “andare avanti”, ricordando quanto l’essenza dei Led Zeppelin fosse “lo sviluppo di nuovi progetti senza rivisitare il passato”. Nel 2014, Plant affermò di non essere “parte di un jukebox”, escludendo ogni chance di ritorno della band. Infine, nel 2017, Robert ha detto ancora una volta che “non si può mai tornare veramente indietro”. E forse è meglio così.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)