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Wish You Were Here, 5 curiosità sullo storico album dei Pink Floyd

Nel 1975 i Pink Floyd danno alle stampe una delle pietre miliari, non solo della loro discografia, ma della musica mondiale in genere. Parliamo di Wish You Were Here, album capolavoro in parte ispirato alla figura del fondatore Syd Barrett. Il lavoro discografico – registrato in diverse sessioni agli Abbey Road Studios – esplora sia tematiche già care al repertorio ideologico di Roger Waters, sia il declino mentale di Barrett.

WISH YOU WERE HERE, IL MONDO CONCETTUALE DI ROGER WATERS

Wish You Were Here è il secondo concept album dei Pink Floyd, sviluppato interamente dal bassista Roger Waters. Dopo l’allontanamento di Syd Barrett infatti – i cui testi ammiccavano a mondi onirici e spaziali – i lavori discografici della band britannica, iniziano a riflettere i pensieri e le meditazioni di Waters. Wish You Were Here parla così del declino mentale del fondatore, ma anche dell’industria musicale, della solitudine e della mancanza di contatto umano. Il bassista allude alla condizione di Barrett ma al tempo stesso al suo personale idealismo, ormai personalità dominante del mondo concettuale dei Pink Floyd.

Parlando di un album di questa portata, di un tale capolavoro della discografia mondiale, si può forse credere di saperne tutto. Eppure, scavando e indagando nella storia e nella composizione di Wish You Were Here, è ancora possibile incontrare delle curiosità, che forse non tutti conoscono.

LA DIFFICOLTA’ INIZIALE DEI PINK FLOYD

Quando i Pink Floyd entrano in studio, nel 1975, hanno sulle spalle l’enorme responsabilità di bissare il successo raggiunto con il disco capolavoro The Dark Side of the Moon. Questo, unito ad altre problematiche, rallenta notevolmente i lavori della band. L’ingegnere del suono Alan Parsons infatti, inizia a dedicarsi ad un progetto solista, così che Waters e gli altri devono trovarne un altro. Inoltre, tra gli stessi membri della band, sembrano esserci problemi a individuare una direzione comune.

“Fu un periodo molto difficile – confermerà anche David Gilmour[…] Tutti i nostri sogni d’infanzia si erano realizzati e avevamo pubblicato il disco che aveva venduto di più al mondo. Le ragazze e i soldi non ci mancavano […] Fu difficile trovare gli stimoli per andare avanti”. Finché, un giorno, Roger Waters trova l’illuminazione in un breve riff suonato da Gilmour – dal quale svilupperà il concept su Syd Barrett.

WISH YOU WERE HERE, L’ALBUM PREFERITO DEI PINK FLOYD

Nonostante le difficoltà e il blocco iniziale dunque, Wish You Were Here si è rivelato un enorme successo discografico – e non solo per critica e pubblico. Il disco è infatti il preferito di ben due membri dei Pink Floyd. “E’ un album che posso ascoltare con piacere e non ci sono molti dischi dei Floyd con cui posso farlo” dirà infatti Richard Wright a proposito di Wish You Were Here.

Opinione questa, con la quale concorda anche David Gilmour. “Per quanto mi riguarda è il mio album preferito. Il risultato finale di tutto questo, qualunque cosa fosse, sicuramente mi ha lasciato un disco con il quale posso convivere in pace […] mi piace molto”.

IL BRANO NON CANTATO DA NESSUN MEMBRO DEI PINK FLOYD

Una delle particolarità più interessanti su Wish You Were Here è la presenza, in questo album, dell’unico brano della discografia dei Pink Floyd a non essere cantato da nessun membro della band. Si tratta di Have a Cigar e, a riguardo, Roger Waters aveva molta difficoltà nella parte vocale. Sia per la tonalità che per lo stress delle sue corde vocali, dopo l’incisione di Shine On.

Dopo che David Gilmour si rifiutò di sostituire Waters, il compito fu affidato all’amico Roy Harper – presente negli studi di Abbey Road per incidere il suo album.

I PINK FLOYD E IL PROGETTO DI HOUSEHOLD OBJECTS

Nel 1973, dopo aver assistito al successo travolgente di The Dark Side of the Moon, i Pink Floyd ebbero un’idea molto particolare. Pensarono infatti di pubblicare un album che contenesse solamente registrazioni di suoni prodotti da oggetti casalinghi, senza strumento.

Il progetto venne chiamato Household Objects. “Se si stappa una bottiglia di vino […] si ottene un suono alto […] – spiegò David Gilmour, a riguardo – All’epoca registrammo quei rumori […] Li abbiamo usati per l’apertura dell’album Wish You Were Here”. 

I PINK FLOYD E L’INCONTRO INASPETTATO CON SYD BARRETT

La curiosità sicuramente più suggestiva e interessante riguardo a Wish You Were Here, ha direttamente a che fare con Syd Barrett. Il 5 Giugno del 1975 infatti, mentre Roger Waters, David Gilmour e soci sono impegnati nel missaggio finale di Shine On You Crazy Diamond, uno strano uomo fa il suo ingresso negli studi di registrazione. Nessuno di loro lo riconosce. Si tratta proprio di Syd Barrett: sovrappeso, e con sopracciglia e capelli rasati.

A distanza di sette anni dalla sua scomparsa, l’ex frontman fa la sua comparsa davanti ai Pink Floyd. Nello sconcerto e stupore generali, gli viene fatto ascoltare il mix di Shine On, e gli viene chiesta un’opinione. “Si sedette e parlò per un pò. Ma non era realmente lì” dirà Storm Thorgerson. Barrett poi se ne va, così come era arrivato, e nessun membro della band lo rivedrà più, fino alla sua morte, avvenuta nel 2006.

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.