42 anni con Wish You Were Here: Tutto quello che non sai sull’ album

 

12 settembre 1975: esce nei negozi di dischi “Wish You Were Here“, nono album in studio dei Pink Floyd. Album che soddisfa a pieno le aspettative create dalla scia del precedente capolavoro planetario della band, “The Dark Side Of The Moon“.

Wish You Were Here nasce in un periodo molto difficile per i Pink Floyd. All’interno degli Abbey Road Studios numero 3, infatti, si respirava un aria di profondo astio alimentata dai continui litigi della band, che non era soddisfatta dell’impronta musicale che il progetto stava creando.
Tutte le ansie e le preoccupazioni iniziarono a svanire quando, tra il gennaio e il luglio del 1975, la band iniziò a comporre la traccia di apertura/chiusura dell’album: “Shine On You Crazy Diamond“, canzone dedicata all’ex membro della band Syd Barret, che aveva abbandonato la formazione per i suoi problemi mentali. Da quel momento Wish You Where Here inizia a prendere forma, facendo dell’immoralità, della critica verso l’industria discografica e dell’infermità mentale di Syd Barrett i suoi temi principali.
Da Shine On You Crazy Diamond, seguiranno altri 3 capolavori:

Have a Cigar, brano per cui fu chiamato un ospite d’eccezione, in quanto la voce di Waters era stressata dopo le sessioni di registrazione del brano di apertura dell’album. Inizialmente fu proposto a Gilmour di cantare la canzone, ma quest’ultimo si rifiutò data la polemicità del testo. La band scelse allora di chiamare Roy Harper, che si trovava all’interno degli Abbey Road studio per registrare il suo album. Brano che, con forti influenze blues, critica fortemente l’industria musicale e mai sembra finire veramente: il suono si riduce, è bassissimo, la sintonizzazione della radio da cui sembra essere trasmesso cambia ed è il momento di Wish You Were Here;
Wish You Were Here, title track e brano sicuramente più famoso dell’intero album, nonché dedicato, come del resto la maggior parte dei testi dell’album, a Syd Barret.

Il finale della storia si conosce e sembra il finale di un romanzo di Emily Dickinson: il 5 Giugno 1975 un uomo incappucciato si presenta agli Abbey Road Studios, saluta gli altri quattro membri della band che, a vederlo, scoppiano a piangere. È Syd Barrett, uno dei fulcri principali ed ideali dell’album Wish You Were Here; album che da li a qualche mese riuscì a vendere più di 20 milioni di copie, portando ogni singolo ascoltatore in un metaforico viaggio di 44 minuti e 19 secondi; album che, essendo riuscito a battere ogni record ed essendo schizzato in cima alle classifiche americane, si dimostra il degno erede del suo fratello maggiore The Dark Side Of The Moon.

Vincenzo Ciambelli per R3M.IT

Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.