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The Who, Pete Townshend racconta gli eccessi del suo passato nel libro “The Age of Anxiety”

Pete Townshend, storico chitarrista e leader della rock band britannica degli Who, è l’emblema del cosiddetto “ sex, drugs and rock and roll”. Oggi, ormai settantaquattrenne, il musicista londinese ha deciso di raccontarsi, di parlare della sua vita spericolata fatta di eccessi e cattive abitudini. Nel suo nuovo libro, intitolato “The Age of Anxiety”, Pete Townshend racconta questo e tanto altro, senza troppi peli sulla lingua. Il romanzo, in uscita il 5 novembre, si distacca completamente dal suo lavoro precedente: “Who I Am,” l’autobiografia scritta nel 2013.

“The Age of Anxiety”, il nuovo libro di Pete Townshend

Lo storico leader degli Who, intervistato dal Daily Mail, ha voluto rilasciare alcune piccole anticipazioni: “Certo, ho vissuto la mia vita al massimo: ho bevuto e ho avuto tantissime donne. Ora però voglio precisare una cosa: non sono mai stato accusato di stupro. Ricordo ogni cosa nella mia vita e quella è una cosa che proprio non ho fatto.”

Il chitarrista, infatti, ha avuto non pochi problemi con la legge. Nel 2003, durante una perquisizione nella sua dimora a Richmond, finì in manette dopo che sul suo computer trovarono materiale pedopornografico. Il musicista fu arrestato e poi rilasciato su cauzione, ad ogni modo il suo nome comparve per 5 anni nel registro dei criminali sessuali.

Pete Townshend: “essere arrestato è stata una fortuna”

Oggi a distanza di anni, commentando l’argomento, Townshend ha ammesso: “Forse vi sembrerà strano, ma essere arrestato è stata una fortuna, mi ha salvato la vita.” In quel periodo, infatti, gli fu diagnosticato un cancro all’intestino: “Avevo un polipo all’intestino. Mentre la polizia controllava i miei computer, mi sottoposi ad una colonscopia: ‘altri sei mesi e saresti morto’, dissero i dottori.”

Peter Dennis Blandford “Pete” Townshend ha confessato, poi, di aver subito violenze sessuali da giovane e che oggi sostiene parecchie associazioni che aiutano i minori abusati. “Sostenere organizzazioni benefiche che si occupano di certe cose è una cosa a cui tengo molto.” Ha concluso il chitarrista, aggiungendo:Oggi mi sento un uomo libero: ho lasciato tutte le cose brutte alle spalle.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)