The Who

The Who, la storia del debutto e la scalata per il successo

I The Who sono una delle band che più ha influenzato la musica degli anni ’60 e ’70. Insieme ai Beatles e ai Rolling Stones sono i gruppi che all’inizio e alla metà degli anni ’60 ha contribuito a ampliare lo stile, il contenuto e la musicalità del rock’n’roll.

L’esibizione al Club Marquee e “I Can not Explain” 

Non si può dire che ci sia stato un vero e proprio debutto degli Who nella scena musicale. Il gruppo si formò nel ’62 ma i componenti non erano tutti quelli che conosciam noi oggi e la band si chiamava ancora The Detours. La formazione classica arrivò solo nel 1964 e lo stesso anno cambiarno il loro nome in The Who. Sempre nel ’64 arrivò una prima svolta nella loro carriera: i The Who stavano diventando popolari nel Club Marquee di Londra e Melody Maker scrisse una recensione positiva sulla loro esibizione che attirò l’attenzione del produttore americano Shel Talmy, che aveva prodotto i Kinks.

Talmy vide il gruppo durante le prove e ne rimase colpito. Il gruppo firmò quindi con la Decca Records, i primi singoli del gruppo furono pubblicati in Gran Bretagna con la Brunswick Records, una delle etichette della Decca del Regno Unito.
“I Can not Explain” diventò popolare tra le stazioni radio pirata come Radio Caroline. La radio pirata erano importanti per le band perché non c’erano stazioni radio commerciali nel Regno Unito e la BBC Radio suonava poca musica pop. Il gruppo ha guadagnato ulteriore visibilità quando è apparso nel programma televisivo Ready Steady Go! Lo show in televisione e l’airplay regolare sulle radio pirata ha aiutato il singolo a scalare lentamente le classifiche all’inizio del 1965 fino a raggiungere la top 10.

My Generation

Il singolo, “My Generation”, fu scritto da Townshend come un blues lento, ma dopo diversi tentativi falliti, fu trasformato in una canzone più potente con un assolo di basso da Entwistle. Il brano usava espedienti come una balbuzie vocale per simulare il discorso di una mod su anfetamine. Famoso è inoltre il verso “Spero di morire prima che invecchi” .
Con “My Generation” la band acquistò ulteriore notorierà a pari di Beatles e Rolling Stones.  L’album omonimo intitolato My Generation è stato rilasciato alla fine del 1965. Tra i materiali originali di Townshend, tra cui la title track e “The Kids Are Alright”, l’album presenta diverse cover di James Brown.
 
 
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Matteo Natalìa, 19 anni, mi divido principalmente tra la passione per la musica, in particolare suonare la batteria e scrivere. Esperto articolista di musica grunge e hippie. (matteo.natalia@libero.it)