Addio al fotografo Robert Freeman, storico collaboratore dei Beatles

Il fotografo Robert Freeman, autore di alcune storiche copertine dei Beatles, è morto ieri sera 8 Novembre a Londra. L’artista, ottantaduenne, negli anni sessanta ha collaborato ad alcuni dei dischi più importanti dei Fab Four.

Freeman cominciò la sua carriera come fotoreporter del Sunday Times, riscuotendo anche un parziale successo: storica è la sua fotografia al presidente sovietico Nikita Krusciov al Cremlino. Grande appassionato di musica, l’artista iniziò a scattare foto in bianco e nero di diversi musicisti jazz, tra cui il grande John Coltrane.  E, proprio grazie a questi scatti, riuscì a farsi notare dal manager dei Beatles, Brian Epstein. La band di Liverpool gli commissionò il primo lavoro nell’agosto del 1963 e, da quel giorno, divenne il fotografo ufficiale del gruppo. Una collaborazione solida e redditizia, durata più di 3 anni, grazie alla quale sono nate delle vere e proprie cover iconiche.

Robert Freeman e Beatles, una collaborazione perfetta

Il suo nome è legato, indissolubilmente, alla storia dei Beatles: è stato il fotografo (e l’ amico) che ha accompagno la band di Liverpool in giro per il mondo. È stato, allo stesso tempo, anche il primo autore del calendario Pirelli, nell’anno 1963. Il fotografo londinese, inoltre, ha raccontato e raccolto tutte le sue esperienze con i Fab Four nel libro fotografico “I Beatles” (Rizzoli 1993).

Tra il 1963 e il 1966, Freeman ha collaborato con una delle band più rivoluzionarie del pianeta, contribuendo al loro successo con i suoi iconici scatti. Tra i suoi lavori più importanti ricordiamo le cover di album come “With The Beatles”, “Beatles for Sale”, “Help!” e “Rubber Soul”.

“Ci mancherai Robert Freeman, eri un uomo straordinario. Tutti i bei ricordi che abbiamo di te non scompariranno mai.” Ha scritto Paul McCartney rendendogli omaggio sui social, aggiungendo poi: “Era un artista vero e molto fantasioso. Era un gran professionista e un gran pensatore: è stato uno dei miglior fotografi con cui abbiamo mai lavorato.”

L’origine di alcune delle più grandi copertine dei Beatles

McCartney ha poi spiegato l’origine della copertina di Rubber Soul: “Freeman collaborò con noi anche per quanto riguarda Rubber Soul. Di solito usava un proiettore per diapositive e proiettava le foto su un pezzetto di cartoncino, lei cui misure erano identiche a quelle dell’album, in modo da rendere l’idea del prodotto finale. Ad un tratto mentre controllava il cartoncino, gli cadde e la foto assunse quell’effetto ‘distorto’. E così, invece di rimetterla in ordine, decidemmo di tenerla così: ci piaceva l’idea di questa nuova versione.”

Freeman è stato l’ideatore anche di un’altra storica copertina, quella di “With the Beatles”, creata il 22 agosto del 1963 nel Palace Court Hotel di Bournemouth. Rob all’epoca ricordò: “In teoria dovevano adattarsi tutti al formato della copertina, poi pensai che, piuttosto di metterli tutti in linea, avrei potuto sistemare Ringo Starr nell’angolo in basso a destra. D’altronde era stato lui l’ultimo ad unirsi alla band e poi era anche il più basso.“

Il bassista e cantautore britannico Paul McCartney, ripercorrendo quei momenti, disse: “Freeman era incredibile. Ci sistemò in questo corridoio stretto dell’hotel e giocò molto con le luci: usando quella proveniente da una finestra vicina riuscì ad ottenere quell’immagine molto ‘lunatica’ che vedete. Riuscì a fare tutto magnificamente e anche in pochissimo tempo.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)