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Morte di Kurt Cobain: in un libro spuntano nuovi indizi sul misterioso suicidio

Nell’aprile del 1994, nella depandance del garage della villa di Lake Washington Boulevard East di Seattle, venne trovato senza vita il corpo di Kurt Cobain. Deceduto all’età di 27 anni, raggiunse i suoi colleghi Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison nel nefasto club dei 27. Prima che l’indagine si chiudesse la polizia di Seattle sentenziò: suicidio. In effetti sembravano esserci tutti elementi per tale sentenza: l’arma del delitto, la lettera e un precedente tentativo di suicidio. Nonostante ciò, subito dopo la morte del cantante di Aberdeen, iniziarono a circolare voci circa un possibile omicidio.

“Kurt Cobain Dossier”, il libro di Episch Porzioni

La sua morte è, ancora oggi, avvolta nel mistero. Negli anni sono state parecchie le persone che hanno cercato di far luce sulla vicenda, tramite documentari, testimonianze, curiosità e rivelazioni. L’ultimo, in ordine cronologico, è Episch Porzioni. Nel suo libro, “Kurt Cobain Dossier”, fornisce un’attenta analisi del presunto suicidio del cantante americano. Venticinque anni dopo, tra documenti inediti, sentenze, cause e incongruenze si cerca ancora di far luce sulla morte di Kurt Cobain, leader degli indomabili Nirvana.

Quella del Porzioni è un’indagine lucida e pungente, che bilancia perfettamente una scrittura attrattiva ad un’analisi precisa su uno dei ‘suicidi’ più misteriosi degli anni ’90. Una ricostruzione minuziosa che parte dall’enigmatico rapporto tra Kurt e Courtney, fino ad arrivare alle indagini che hanno permesso di riaprire il caso circa cinque anni fa. E poi, ancora, nelle 300 pagine si accavallano: rivelazioni inedite della moglie del cantante, curiosità, indizi tralasciati, calligrafie contraffatte, impronte mancanti e mezze verità. L’autore del libro ha trascorso anni ed anni ad analizzare questa vicenda, scavando a fondo nel controverso mondo del leader dei Nirvana in cerca di una verità.

Porzioni, autore italo scozzese ed appassionato di musica a 360 gradi

Episch Porzioni, autore italo scozzese, è un appassionato di musica a 360 gradi. Tra i tanti libri pubblicati citiamo: “Kiss and Lick”, “Amy Winehouse fino alla morte”, “Lo Spettro (prima biografia del rapper marchigiano Fabri Fibra), “Lady Gaga, Shut Up And Dance”, “Whitney Houston: la voce spezzata”, “Lucio Dalla: il numero primo”, Celentano e Rivoluzione, “Chris Cornell: la vita e la musica dell’ultimo martire del Grunge”.

La decisione della Corte di Appello di Seattle

Nel frattempo, come se non ci fosse abbastanza mistero intorno a questa storia, la Corte di Appello di Seattle ha deciso di confermare una decisione già presa nel 2015. Secondo tale sentenza le foto della scena del crimine di Kurt Cobain non potranno essere divulgate: ravvivando e alimentando così l’idea di una presunta cospirazione. A scavare in fondo a questa vicenda, da anni ormai, c’è Richard Lee: conduttore televisivo di Seattle. L’uomo, da tempo, cercava di raccogliere quante più informazioni possibili su questo misterioso caso.

La decisione della Corte d’Appello di tenere le foto private è arrivata in seguito ad una lunga battaglia combattuta, e persa, da Richard Lee. Una pesante sconfitta per il conduttore di Seattle che, così come tantissime altre persone, è convinto che la morte di Kurt Cobain sia frutto di un omicidio e non di un suicidio.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)