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19 marzo 1975, muore Paul Kossoff: storia di una leggenda andata via troppo presto

Il 19 marzo 1975, il chitarrista inglese Paul Kossoff ci ha lasciato all’età di soli 25 anni. L’artista è stato tra i membri fondatori della band rock dei Free e ha vissuto una carriera breve ma fulminante, dopo la quale viene ricordato come un’autentica leggenda del suo ambito. Ecco la storia di un musicista dalla classe sopraffina, che non va dimenticato neanche a 45 anni dalla sua prematura scomparsa.

Gli inizi di una carriera leggendaria

Paul Kossoff nasce ad Hampstead, un sobborgo di Londra, il 14 settembre del 1950. Già da bambino mostra un talento straordinario nel suono della chitarra. All’età di 15 anni, osserva Eric ClaptonJohn Mayall e inizia a studiare blues. Dopo aver comprato un modello Junior a basso costo, entra in possesso di una Custom nera del 1954, molto probabilmente utilizzata anche da Slowhand. Diventa rapidamente un autentico maestro e crea la sua prima band, i Black Cat Bones.

Nel 1966, Kossoff suona in ogni locale londinese e apre un concerto dei Fleetwood Mac, prima di migliorare la propria tecnica con l’aiuto di Peter Creen. Diventa così un chitarrista davvero straordinario e la band accoglie uno strumentista del calibro di Simon Kirke. Tuttavia, la vera svolta avviene quando Paul conosce casualmente il complesso dei Brown Sugar, guidato da un Paul Rodgers alle prime armi. Nell’occasione, suona brani di Albert e B.B. King e l’esperienza va talmente bene che fa da preludio alla nascita dei Free.

L’avvio dell’esperienza con i Free

In un’epoca caratterizzata da numerosi gruppi a metà strada tra blues e rock, Paul Kossoff si trova benissimo. I compositori Rodgers ed Andy Fraser formano un connubio perfetto con Kossoff. Ogni suo vibrato valorizza ulteriormente quelli che di lì a poco sarebbero diventati i Free. Simon Kirke completa la band e quest’ultima pubblica il suo primo album nel mese di marzo 1969, con Kossoff appena 18enne.

Il disco d’esordio, Tons of Sobs, ha diverse sfumature blues e contiene brani di qualità come Wild Indian Woman, Goin’ Down Slow e soprattutto I’m A Mover. Il lavoro discografico non riscuote straordinari consensi commerciali, ma il gruppo continua a suonare i brani e ottiene una reputazione positiva. Ad ottobre arriva l’album omonimo e si notano alcune tracce di hard rock, ma la band vive la prima sommossa interna e Kossoff si presenta al provino per far parte dei Rolling Stones, ma viene fermato in tempo.

Il vero successo della band arriva con il singolo All Right Now, che garantisce a Kossoff e agli altri l’immortalità musicale. Viene inserito nell’album Fire And Water, proposto nel 1970. Il gruppo entra nell’olimpo dell’hard rock e diventa famoso in tutto il mondo. Il 30 agosto 1970, i Free si esibiscono al prestigioso Festival dell’Isola di Wight davanti a 600 mila persone. Ma è da qui che inizia il loro declinoKossoff resta colpito dalla tragica morte di Jimi Hendrix, che nel frattempo era diventato il suo idolo assoluto.

Highway non ripete il successo del disco precedente. Nel 1971, la band si scioglie. Paul Kossoff continua a suonare con Kirke e arruola il bassista giapponese Tetsu Yamauchi e il tastierista John “Rabbit” Bundrick per un nuovo progetto. Dopo un ultimo disco, intitolato Free At Last, i Free si separano definitivamente. Kossoff non si presenta a registrazioni e concerti, Fraser è stanco e se ne va. Il chitarrista è ormai soggetto alla dipendenza dal Mandrax.

La fine dell’epopea di Paul Kossoff

Il vero canto del cigno della band coincide con Heartbreaker. In questo album, Paul Kossoff compare in solo 5 dei 9 brani presenti. I demoni lo stanno travolgendo, ma la sua classe si nota ancora in riff di chitarra leggendari come quello presente in Come Together In The Morning. L’ultimo concerto dei Free viene organizzato il 17 febbraio 1973 in Florida. Dopo la separazione, Kossoff crea il progetto dei Back Street Crawler e riesce ad incidere due album.

Pochi giorni dopo aver vissuto un’ultima jam insieme a Paul Rodgers, Kossoff muore il 19 marzo 1976 sull’aereo che da Los Angeles lo sta conducendo a New York. Il medico legale parla di decesso dovuto ad edema polmonare e cerebrale, ma l’assunzione di sostanze stupefacenti ha senz’altro inciso sul tragico evento. Sulle sue ceneri, compare una targa con su scritto “All Right Now”. Proprio come il più grande successo della sua breve ma intensa carriera.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)